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30 ANNI DI POLITICA DI COESIONE IN ITALIA
2. Motivazioni, principali obiettivi e risultati della Politica di Coesione
a. Le Motivazioni e gli obiettivi della Politica di Coesione
Per comprendere l’importanza, ma anche le novità introdotte dalla Politica
di Coesione, occorre ricordare che la politica regionale dell’Unione Europea si
è sviluppata in un arco di tempo che possiamo suddividere in tre diverse fasi
temporali.
La prima fase è quella che coincide con l’avvio del Trattato di Roma nel
1957 dove nel Preambolo i sei Stati firmatari esprimono la volontà di assicurare
l’unità e lo sviluppo armonioso delle loro economie “riducendo le disparità fra
le differenti regioni e il ritardo di quelle meno favorite”. All’indirizzo regionali-
sta del Trattato di Roma si contrappone, tuttavia, una politica della Comunità
europea che, improntata al principio della libera concorrenza e avversa sostan-
zialmente agli aiuti di Stato , vede nei benefici derivanti dall’integrazione eco-
(4)
nomica e commerciale i fattori che porteranno alla riduzione delle divergenze
tra le regioni europee.
La crisi dei primi anni Settanta, con il diffondersi dei fenomeni di inflazio-
ne e stagnazione economica nella grande parte dei Paesi avanzati e in via di svi-
luppo, segna l’insorgere di squilibri consistenti nel mercato europeo, sia dal lato
del lavoro, con forte riduzione del numero degli occupati e incremento dei livel-
li di disoccupazione strutturale, sia dal lato agricolo e manifatturiero, in partico-
lare nelle regioni caratterizzate dalla presenza di settori industriali e aree agricole
in forte declino. L’avvio, sempre in questa prima fase, del Fondo destinato a
correggere i principali squilibri regionali, il Fondo Europeo di Sviluppo
Regionale (FESR) istituito nel 1975, segnala una prima modifica della politica
regionale anche se l’operato del Fondo manifesta molti limiti per la scarsità delle
risorse ad esso assegnate e per l’assenza di una vero coordinamento degli inter-
venti del FERS con gli altri strumenti finanziari della CEE, il Fondo Sociale
Europeo (FSE), il Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia
(FEOGA), la Banca Europea per gli Investimenti (BEI).
La seconda fase è quella che coincide con l’avvio dell’Atto Unico Europeo
nel 1986, da molti ritenuto come una delle modifiche più importanti introdotte
nel processo di costruzione dell’UE, che ha portato all’assunzione di obiettivi e
strumenti più incisivi per la riduzione dei divari delle regioni meno sviluppare.
Le disparità regionali vengono considerate come un impedimento all’approfon-
dimento dell’integrazione economica e, quindi, maggiori risorse devono essere
destinate alla Politica di Coesione.
(4) HOLLAND 1977.
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