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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
Le crisi economiche e finanziarie degli anni Novanta e Duemila, l’allarga-
mento della membership a Stati con livelli di sviluppo molto distanti dalla media
europea, l’emergere di nuovi competitors globali, le nuove sfide indotte dal degra-
do ambientale, le tensioni emergenti nei Paesi confinanti con l’UE finiranno
con il creare squilibri e tensioni all’interno dell’Unione, solo in parte compen-
sati dalle risorse investite dalla Politica di Coesione.
La seconda considerazione è che la Politica di Coesione ha visto ampliare
di molto i suoi ambiti di intervento e ha finito con l’assumere obiettivi che sono
andati oltre quelli legati alla riduzione dei divari delle regioni meno sviluppate
(cutching up), caratterizzandosi in tal modo come uno strumento di intervento
utilizzabile per una molteplicità di obiettivi e di politiche .
(6)
L’introduzione di nuovi regolamenti e nuovi obiettivi all’avvio di ogni
ciclo programmatorio e la trasformazione della Politica di Coesione da una
politica regionale sostanzialmente redistributiva a una politica che prevede una
governance multilivello finalizzata ad accrescere la competitività dei territori e
ad assistere le regioni in ritardo di sviluppo nell’affrontare le sfide indotte dalla
globalizzazione ha rappresentato un ulteriore elemento di complessità della
Politica di Coesione, oltre a sollevare problemi di non facile soluzione nel rac-
cordare gli obiettivi e le politiche nazionali e regionali con le politiche europee.
Ne sono una evidenza i ritardi osservati nella realizzazione degli interventi pre-
visti nei diversi cicli di programmazione, la difficile integrazione dei principi
della Politica di Coesione con le procedure amministrative e contabili delle
regioni e degli Enti locali, l’introduzione di nuovi obiettivi per le aree rurali, per
le regioni a bassa intensità demografica, per le regioni insulari, transfrontaliere
e di montagna. L’introduzione nell’ultimo ciclo di programmazione (2014-
2020) di principi di condizionalità (ex ante, ex post, macroeconomica), che gli
Stati membri devono soddisfare pena la sospensione da parte della
Commissione dei pagamenti e di incentivi da erogare (è la riserva di efficacia e
di efficienza che ammonta al sei per cento delle risorse complessive destinate
and ogni Stato membro) solo dopo la verifica del raggiungimento degli obiettivi
intermedi e finali fissati dai programmi finanziati dai fondi SIE, pongono pro-
blemi di opportunità e difficoltà di misurazione delle performance nella spesa
delle amministrazioni che presentano dubbi interpretativi e criticità non ancora
risolti. Un complesso di nuovi obiettivi e regole di non facile attuazione e che
presuppongono l’esistenza di apparati istituzionali, sia nazionali sia regionali,
che operano con efficienza ed efficacia nei territori .
(7)
(6) MANZELLA 2010.
(7) BELLOMO 2014.
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