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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
La riforma dei Fondi Strutturali, che verrà realizzata nel 1988 dando vita
al primo ciclo di programmazione 1989-1993, prevede un forte incremento e
un utilizzo più coordinato delle risorse destinate alla correzione dei principali
squilibri regionali e l’introduzione di specifici principi che ne regolano la
gestione.
La terza fase inizia con le innovazioni introdotte dal Trattato di Maastricht
(1992), che hanno portato a rafforzare la Politica di Coesione economica e
sociale e a farla diventare, insieme al mercato interno europeo e all’Unione
Economica e Monetaria (UEM), una delle priorità fondamentali per l’UE.
Viene istituito il Fondo di Coesione per i quattro Paesi (Irlanda, Grecia, Spagna
e Portogallo) la cui limitata dotazione di infrastrutture nel settore delle comu-
nicazioni e dell’ambiente costituiva un forte impedimento al rafforzamento
della coesione economica e sociale all’interno dell’UE.
Con gli allargamenti avvenuti nel 2004 e 2007 e l’uscita di Spagna ed
Irlanda (che registravano livelli di reddito superiori alla media europea), ma non
della Grecia e del Portogallo che ne fanno ancora parte, la partecipazione al
Fondo di coesione è stata estesa ai nuovi Stati membri. Successivamente, con il
Trattato di Amsterdam del 1997, si consolida l’attenzione dell’UE alla dimen-
sione sociale dell’integrazione.
La Politica di Coesione viene concepita in questa terza fase sempre più
come strumento di attuazione degli obiettivi strategici dell’UE, inizialmente la
strategia di Lisbona del 2000 finalizzata a promuovere l’innovazione e accresce-
re la conoscenza e la competitività, il suo rilancio nel 2005, poi il Trattato di
Lisbona del 2007 che propone una politica destinata a promuovere uno “svi-
luppo territoriale” più equilibrato e sostenibile.
Nel ciclo di programmazione 2007-2013, in conseguenza dell’aumentata
diversità territoriale determinata dall’ingresso di tredici nuovi Stati membri, con
livello di reddito inferiori tra il quaranta e il settanta per cento della media
comunitaria, tassi di disoccupazione più alti e dotazioni di infrastrutture infe-
riori a quelle della grande parte dei Paesi dell’UE, le sfide della Politica di
Coesione si fanno ancora più impegnative anche per il diffondersi in Europa, a
partire dal 2010, delle conseguenze negative indotte dalla crisi economica e
finanziaria scoppiata negli Stati Uniti nel 2007-2008 e diffusasi in tempi rapidi
a livello globale. Infine la strategia Europa 2020 basata su una visione di crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva.
Con Europa 2020, l’UE si dà una nuova strategia rivolta a realizzare cin-
que obiettivi prioritari: un forte incremento nel tasso di partecipazione delle per-
sone al mercato del lavoro, un aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo
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