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30 ANNI DI POLITICA DI COESIONE IN ITALIA



               (tre per cento del Pil), lotta alla povertà, miglioramento dei sistemi di formazio-
               ne riducendo il tasso di abbandono scolastico e aumentando l’istruzione uni-
               versitaria, il perseguimento di obiettivi ambientali (venti per cento riduzione
               emissioni gas serra, venti per cento aumento dell’energia rinnovabile, venti per
               cento aumento dell’efficienza energetica).
                    Con il quinto periodo di programmazione 2014-2020 l’attenzione della
               Politica di Coesione viene rivolta al raggiungimento degli obiettivi della soste-
               nibilità ambientale, alla riduzione delle disparità economiche e dell’esclusione
               sociale grazie anche ad un approccio integrato delle risorse dei cinque Fondi ,
                                                                                          (5)
               l’introduzione di specifiche condizionalità, la sottoscrizione di un Contratto di
               partenariato con la Commissione con il quale gli Stati membri si impegnano a
               definire fabbisogni, obiettivi tematici e risultati attesi.
                    Ulteriori novità introdotte in questo quinto ciclo consistono nel rafforzare
               il  coordinamento  dei  diversi  strumenti  di  finanziamento,  integrando  i  fondi
               strutturali con quelli di Investimento Europei (Fondi SIE) e nel porre una forte
               attenzione ai risultati attraverso l’utilizzo di indicatori in grado di misurare i pro-
               gressi compiuti, la ricerca di un maggiore coinvolgimento dei partner regionali e
               locali nelle diverse fasi di programmazione degli interventi finanziati dall’UE,
               l’introduzione di metodi rigorosi di valutazione dei programmi.
                    Da quanto sin qui sinteticamente esposto sulle motivazioni e gli obiettivi
               della Politica di Coesione economica, sociale e territoriale dell’UE, emergono
               due considerazioni di fondo.
                    La prima è che la Politica di Coesione nasce in forte ritardo, circa trent’an-
               ni  anni  dopo  l’avvio  del  processo  di  integrazione  europeo,  quando  la
               Commissione avverte l’urgenza di intervenire in modo più efficace e con mag-
               giori risorse finanziarie per ridurre gli impatti negativi indotti dallo sviluppo
               conseguente al processo di integrazione delle economie europee. Uno sviluppo
               che ha visto aumentare, e non ridurre, le distanze tra le regioni europee più
               avanzate e quelle meno favorite e, dunque, interventi necessari a “promuovere
               uno  sviluppo  armonico  di  tutti  i  territori”.  Di  qui,  la  necessità  di  dare  alla
               Politica di Coesione obiettivi e procedure attuative in grado di affrontare non
               solo le situazioni di criticità e gli squilibri presenti nelle aree urbane e rurali più
               emarginate e caratterizzate da un elevato degrado economico-sociale e infra-
               strutturale, ma anche fare fronte alle trasformazioni che via via avevano interes-
               sato la società e le economie europee.


               (5)   Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale Europeo (FSE), il Fondo
                    di Coesione (FC), il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), il Fondo
                    Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP).

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