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STUDI GIURIDICO-PROFESSIONALI
senta un primo passo avanti nella direzione di una normativa più attenta ed
aggiornata alle potenzialità delle moderne tecnologie dell’informazione e della
comunicazione (I.C.T.); numerose sono tuttavia le criticità che si stagliano
all’orizzonte, tanto per citarne alcune:
- il servizio nevralgico di assistenza tecnica assicurato dalle società private
esterne le pone su un piano pericolosamente sbilanciato rispetto all’azione di
controllo dell’A.G.; non sono stati pochi, negli ultimi anni, i casi di attività di
intercettazioni illecite (59) o data breach di società fornitrici per le Procure di
“software spia”;
- la prassi investigativo-giudiziaria ha mostrato che il continuo aggiorna-
mento dei sistemi operativi degli smartphones e degli altri strumenti elettronici
portatili da parte delle case produttrici costringe le suddette società ad una inces-
sante rincorsa all’aggiornamento dei propri malware: a tal proposito si auspica che
il disciplinare tecnico che il Ministero di giustizia dovrà emanare con apposito
decreto, previsto dall’art. 7. della riforma, non introduca requisiti eccessivamente
stringenti, che potrebbero rendere del tutto impraticabili le operazioni di inocu-
lazione, né previsioni di tale dettaglio da rischiare, nel breve termine, di non esse-
re più aggiornate rispetto al mercato delle comunicazioni tecnologiche;
- tutte le cautele predisposte dal legislatore, finalizzate ad evitare un indi-
scriminato ed incontrollato utilizzo del trojan, aggravano notevolmente l’impe-
gno della p.g. delegata all’indagine nell’ottemperare all’obbligo di aggiornare
costantemente il verbale circa lo svolgimento delle operazioni con dati precisi e
incontrovertibili.
Non è dunque difficile prevedere che, già a partire dai prossimi mesi, tanto
il legislatore quanto la giurisprudenza ritorneranno presto in argomento con
modifiche e integrazioni: è d’uopo sperare che l’attenzione non rimanga fissa
solo riguardo la disciplina delle intercettazioni, ma si allarghi fino a comprende-
re tutti quei molteplici profili applicativi del captatore in ambito investigativo
che, ad oggi, non hanno ancora trovato un inquadramento univoco nel corpus
giuridico vigente se non nel catalogo dei mezzi atipici di ricerca delle prove, di
per sé insufficiente a dirimere tutte le controversie aperte.
Del resto non è forse il destino naturale del diritto quello di sottoporsi ad
un continuo percorso di revisione critica, nella consapevolezza che “la Giustizia
s’incontra nel percorso, prima ancora che alla meta” ?
(60)
(59) Vedasi ad es. L. FERRARELLA, Intercettazioni dei pm dal server delle Procure all’azienda informatica, LA
REPUBBLICA, 28 novembre 2016, scaricabile al link https://milano.corriere.it/notizie/crona-
ca/16_novembre_29/intercettazioni-pm-server-procure-all-azienda-informatica-5593741c-
b5ac-11e6-a2c1-e1ab33bf33ae.shtml.
(60) C. CONTI, P. TONINI, Il diritto delle prove penali, Milano, 2016, in epigrafe.
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