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INDAGINI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E REATI TRANSNAZIONALI
LE VARIE FORME DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
9. La procedura passiva: gli adempimenti
a. Quali sono i presupposti per il riconoscimento dell’ordine di indagine pervenuto da altra
autorità giudiziaria?
Il D. L.vo non indica espressamente i presupposti per il riconoscimento,
ma esclusivamente i motivi che possono determinare il rifiuto (art. 10), l’esi-
stenza dei quali andrà verificata dal titolare della pratica.
b. Come regolarsi quando l’ordine europeo di indagine attiene a fatti oggetto di procedimento
aperto anche in Italia?
Nel caso di indagini parallele (riguardanti lo stesso fatto) o comunque con-
nesse, la ricezione di un OIE potrà determinare l’iniziativa della costituzione di
una squadra investigativa comune. Peraltro, poiché destinatario dell’OIE è la
Procura distrettuale mentre, in ipotesi, il procedimento parallelo potrebbe esse-
re aperto presso una Procura circondariale, sarà importante che vi sia una veri-
fica da parte del Procuratore Distrettuale, raccordandosi con il Procuratore cir-
condariale competente, della esistenza di procedimenti in essere o sulla oppor-
tunità, se del caso, di aprire un nuovo procedimento. È chiaro che la costituzio-
ne di una squadra comune non ha come presupposto necessario la richiesta di
partecipazione all’esecuzione dell’autorità di emissione (art. 8). In casi del gene-
re è comunque fortemente auspicabile l’intervento del Desk italiano di
Eurojust, che può assicurare proprio in tali situazioni l’ottimale coordinamento
investigativo sovranazionale ed il propedeutico scambio informativo necessario
ad verificare i presupporti costitutivi della squadra.
10. Le singole misure che possono essere disposte con un ordine di inda-
gine europeo. La disciplina delle intercettazioni
Il capo II disciplina, sul versante passivo, singoli atti di indagine o di acqui-
sizione probatoria oggetto dell’OIE. Una peculiare attenzione è stata dedicata,
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