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STUDI GIURIDICO-PROFESSIONALI



               d.  Il ricorso a clausole generali nella disciplina dello strumento: una mutazione genetica?


                    È stato evidenziato il fatto che la direttiva sull’ordine europeo di indagine
               penale  contiene  la  più  avanzata  disciplina  sulla  raccolta  transnazionale  delle
               prove mai espressa dall’Unione Europea. Essa ha il merito di aver introdotto un
               unico strumento acquisitivo valido per qualsiasi tipo di prova, tale da sostituirsi
               alle tradizionali rogatorie nonché ai provvedimenti di blocco e di sequestro e al
               mandato europeo di ricerca delle prove.
                    Al di là di questo evidente tratto innovativo, la direttiva non sembra pos-
               sedere un contenuto rivoluzionario. Non ne deriva, infatti, un’unificazione e
               neppure una compiuta armonizzazione delle legislazioni. Lo scenario di fondo
               è sempre quello - di tipo orizzontale e non verticale - per cui ciascuno Stato
               mantiene il proprio diritto delle prove, e in questa prospettiva la direttiva ripro-
               pone alcune soluzioni già sperimentate in precedenza.
                    Se, tuttavia, la si considera nelle sue implicazioni operative, emerge che la
               direttiva potrebbe avere un effetto molto più profondo: cambiare la conforma-
               zione delle prescrizioni in tema di prova previste dal nostro sistema, mutandole
               da precise regole legislative in principi flessibili il cui contenuto deve essere
               riempito caso per caso dalla giurisprudenza .
                                                         (12)
                    È stato pertanto sottolineato in dottrina che l’autentica forza innovatrice
               sta  nella  peculiare  conformazione  delle  sue  prescrizioni.  Queste  ultime,  nel
               postulare  il  rispetto,  al  contempo,  delle  formalità  e  delle  procedure  indicate

               (12) - È stato osservato in dottrina (Danieli) che tale obiettivo che si colloca perfettamente nelle
                    strategie dell’Unione post- Lisbona, volte ad una progressiva erosione delle competenze dei
                    legislatori nazionali anche in campo penale. Si tratta di una mutazione genetica che presenta
                    in se dei rischi. La direttiva sull’o.e.i. vede la luce in un momento in cui la sovranità nazionale
                    - ossia il valore di cui la lex loci è manifestazione - è in profonda crisi. Non è questa la sede
                    per approfondirne le cause. Tra esse rilevano il superamento del concetto di spazio generato
                    dalla globalizzazione e dalle innovazioni tecnologiche, capaci di ridurre le distanze geografi-
                    che e di favorire una sempre più rapida circolazione delle persone e delle informazioni, e il
                    conseguente trasferimento di quote di sovranità dagli Stati nazionali all’Unione Europea,
                    imposto dall’adesione ai Trattati UE. Non stupisce che in un contesto del genere sia nato il
                    mutuo riconoscimento: un criterio che, applicando sul terreno del diritto la logica, di deriva-
                    zione economica, del libero movimento dei beni e dei servizi, mira ad eludere i confini geo-
                    grafici imponendo a ciascuno Stato di considerare valide ed efficaci le decisioni giudiziarie
                    degli altri Stati, anche se emesse sulla base di norme giuridiche diverse dalle proprie.

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