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STUDI GIURIDICO-PROFESSIONALI



                    10. l’attuazione della Decisione Quadro 2009/315/GAI del 26 febbraio 2009
               sul casellario giudiziario europeo, trasposta con D. L.vo 12 maggio 2016, n. 74;
                    11. l’attuazione della Decisione Quadro 2009/316/GAI del 6 aprile 2009
               (ECRIS) sullo scambio di informazioni relative alle iscrizioni al casellario giudi-
               ziario, trasposta con D. L.vo 12 febbraio 2016, n. 75;
                    12.  l’attuazione  della  Decisione  Quadro  2006/783/GAI  del  6  ottobre
               2006  sul  mutuo  riconoscimento  delle  decisioni  di  confisca  trasposta  con  D.
               L.vo 7 agosto 2015, n. 137;
                    13. l’attuazione della Direttiva 2011/99/EU del 13 Dicembre 2011 sull’or-
               dine di protezione europeo trasposta con D. L.vo 11 febbraio 2015, n. 9;
                    14.  l’attuazione  della  direttiva  2014/41/UE  del  2014  relativa  all’ordine
               europeo di indagine di cui al D. L.vo n. 108 del 2017;
                    15. la riforma del libro XI del codice di procedura penale dedicato ai rap-
               porti giurisdizionali con le autorità straniere, di cui alla delega contenuta nella
               stessa legge n. 149 del 2016, attuata con il decreto legislativo n. 149 del 2017.
                    Relativamente ai diritti di difesa si registrano parimenti novità di grande
               rilievo: si tratta di un ventaglio di nuove disposizioni tutte originanti dal Libro
               Verde sui diritti della difesa presentato dalla Commissione nel 2003, poi sfocia-
               to in una proposta di decisione quadro del 2004.
                    Come è noto, a conferma della carente sensibilità nell’epoca pre-Lisbona
               per i temi della difesa - che costituiscono, vale la pena ricordarlo, valori impor-
               tanti messi in gioco con il processo penale - il progetto si era arrestato a causa
               della contrarietà di molti Stati Membri, tutti preoccupati dalla possibilità che
               una fonte del genere potesse arrecare danni eccessivi alle esigenze di efficienza
               nella  politica  nazionale  volta  alla  difesa  sociale.  La  lungimiranza  del
               Commissario alla Giustizia dell’antecedente legislatura ha consentito di supera-
               re lo stallo, in qualche maniera separando in autonome direttive le diverse pre-
               rogative che si sarebbero volute tutelare con una sola omnicomprensiva deci-
               sione-quadro. Ci si riferisce:
                    - alla Direttiva 2010/64/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del
               20 ottobre 2010 sul diritto di interpretazione, trasposta con il decreto legislativo
               n. 32 del 4 marzo 2014, parzialmente modificato con il Decreto Legislativo n.
               129 del 23 giugno 2016;

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