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Dott. Giuseppe Mazzi,
                                   Presidente di Sezione della Corte Militare d’Appello








          Il reato di ingiuria tra militari supera l’esame della Corte costituzionale




          Premessa


               Un  pur  breve  commento  alla  sentenza  della  Corte  costituzionale  n.
          215/2017, che ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzio-
          nale  dell’art.  226  c.p.m.p.,  non  può  che  iniziare  dall’esame  delle  norme  che
          hanno stabilito l’abrogazione dell’art. 594 c.p., con i conseguenti dubbi di legit-
          timità costituzionale sulla perdurante punibilità dei fatti di ingiuria commessi da
          militari nei confronti di altri militari, espressi dalla Corte militare di appello nelle
          ordinanze di rimessione.
               Si potrebbe essere indotti a pensare che l’abrogazione di una fattispecie
          così radicata nel nostro sistema penale, come quella dell’ingiuria, con l’introdu-
          zione di una innovativa sanzione civile per i fatti di offesa all’altrui onore e
          decoro, sia stata preceduta da un dibattito consapevole e approfondito in sede
          parlamentare sul significato che assume nella società attuale la tutela dell’onore
          (anche in relazione al “complementare” delitto di diffamazione) e sulla possibi-





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