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TRIBUNA DI STORIA MILITARE



                   Proprio i Carabinieri avevano l’immagine reale del morale dell’esercito e dei
               suoi progressi sulla via del recupero della fiducia e della volontà di finire la guer-
               ra vittoriosamente. I rapporti sul morale dell’esercito dei Carabinieri sono una
               fonte preziosa per la lettura del morale delle truppe ed erano ovviamente otte-
               nuti  dall’infiltrazione  di  agenti  che  ne  potevano  sentire  “il  polso”;  valga  un
               esempio importante: fa parte del mito storiografico che sul Piave sia risorto lo
               spirito morale della nazione, ma non è proprio così.
                   Sulla linea Piave-Grappa la 2ª armata ebbe un ruolo sporadico, perché una
               buona parte era stata presa prigioniera o era finita nei recinti dei campi di rac-
               colta.
                   A difendere quella linea era stata la 3ª armata che si era ritirata ordinata-
               mente senza pressione avversaria, e la 4ª, che aveva sì vissuto fasi operative
               intense, ma proveniva dal Cadore, il “fronte della salute”, cosiddetto perché le
               operazioni vi ristagnavano sia per il clima di alta montagna del settore sia per-
               ché spinte offensive in quel settore non avrebbero portato ad alcuna battaglia
               decisiva.
                   Dai rapporti dei Carabinieri si intravede invece una svolta netta nel senti-
               mento dei soldati dopo la vittoria sul Piave nel giugno 1918, quando finalmente
               alla stanchezza per la guerra che sembrava non finire mai, subentrò un diffuso
               sentimento di rinnovata fiducia nelle proprie armi e il desiderio di farla finita
               vittoriosamente .
                              (40)
                   Questi rapporti erano spesso compilati dalle sezioni P dei Carabinieri (dove
               P stava per Propaganda), perché dopo Caporetto si era finalmente capito che
               occorreva sostenere il morale del soldato con assistenza materiale e con adegua-
               ti stimoli spirituali, oltre ad agire negativamente sul nemico, contro i quale si ini-
               ziò a sfruttare finalmente le tensioni etniche e la stanchezza della guerra per
               abbatterne la combattività.
                   A volte il servizio si adattava all’uditorio come nel caso del tenente Egidio
               Fracassi che tenne, a cavallo tra la fine del 1917 e l’inizio del 1918, sette con-
               ferenze “delle quali sei in lingua italiana ed una in dialetto veneto ai soldati
               veneti del reggimento e delle compagnie mitragliatrici” (della brigata Liguria),

               (40) - Un esempio: Ausac, Legione territoriale dei Carabinieri reali di Torino, n. 18/119 del 30
                    luglio 1918: Raccolta di notizie sullo stato morale e sullo spirito delle truppe alla fronte.

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