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I REALI CARABINIERI E IL CONTROSPIONAGGIO NELLA GRANDE GUERRA
nota per essere stata l’amante di Mussolini ed aver collaborato con lui nel gior-
nale socialista “Avanti!” fino alla sua svolta interventista, mantenendo immutata
una forte influenza sui socialisti italiani. Questa carta aveva i suoi svantaggi per-
ché nella seconda metà del 1917 arrivarono agli austriaci notizie che davano per
imminente la possibilità di rivoluzione in Italia favorita dalle diserzioni che le
offensive isontine causavano tra i soldati, al punto che molti di questi avrebbero
vagato sui monti armati, embrione di una “armata repubblicana”.
Comunque sia, von Einem aveva già speso 10mila franchi svizzeri per la
Balabanoff e altri 25mila per altri due agenti per aumentare la propaganda con-
tro la guerra, quando gli fu proibito questo tipo di azione da parte del Comando
supremo. In concomitanza in Italia si ebbe un crescendo di attività controinfor-
mativa e repressiva nei confronti dei socialisti che ne limitarono l’attività, che
comunque fu ridotta dopo Caporetto .
(31)
Agli austriaci probabilmente nocque non aver ulteriormente potuto utiliz-
zare fonti come “Florenz” o “Nero” per la qualità delle informazioni o la
Balabanoff per i risultati che prima ottenevano. Basterà dire che delle undici
offensive cadorniane contro l’Isonzo solo una, la sesta, che portò alla conquista
di Gorizia, non venne puntualmente annunciata - con data e ora - al Comando
supremo austro-ungarico, ed anche il momento esatto dello scoppio della mina
del Col di Lana fu portato a conoscenza del comando del fronte sudovest, ben-
ché questo non ne facesse il giusto utilizzo.
Inoltre questo servizio ha vantato nel dopoguerra diversi sabotaggi impor-
tanti perfettamente riusciti, e cioè:
- esplosione del polverificio di Cengio;
- distruzione di un hangar ad Ancona;
- affondamento della Benedetto Brin e Regina Margherita;
- della Leonardo da Vinci .
(32)
(31) - Archivio Ufficio storico dell’Arma dei Carabinieri, (d’ora in poi Ausac), Ministero
dell’Interno, Direzione generale di PS, del 14 gennaio 1918, Disertori rimpatriati dalla
Svizzera; “diversi disertori che si trovavano in Svizzera in relazione con i servizi di spio-
naggio degli Imperi Centrali sono stati inviati in Italia riforniti di denaro da detti servi-
zi”.
(32) - COLONNELLO WALZEL, Ufficio informazioni dell’Impero austro-ungarico, Milano, Marangoni, 1936,
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