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TRIBUNA DI STORIA MILITARE



                   Mentre un decreto del 2 maggio 1915, n. 634, regolava il soggiorno degli
               stranieri in Italia in vista della prossima entrata in guerra, il servizio di contro-
               spionaggio aveva la sua base in un ufficiale dei Carabinieri che poteva contare
               su due soli investigatori per contrastare le spie avversarie. Ancora nel maggio
               1915 questo indispensabile servizio era basato sullo stesso organico all’interno
               dell’ufficio informazioni dell’esercito. Infatti, in caso di guerra lo spionaggio
               sarebbe dovuto spettare all’esercito (dove pure operavano come si è visto uffi-
               ciali dei Carabinieri) e il controspionaggio ai Carabinieri , ma è noto che il re,
                                                                      (22)
               dei dodici servizi informativi operanti in Italia, preferiva contare su quello dei
               Carabinieri per essere aggiornato su quanto avveniva nel paese, rimediando così
               anche alla progressiva ritrosia del capo di Stato maggiore Cadorna ad informare
               i politici e il re medesimo sull’andamento delle operazioni e lo stato dell’eserci-
               to, di cui il sovrano era pur sempre il titolare comandante.
                   Naturalmente  questo  si  deve  non  soltanto  all’affidabilità  proverbiale
               dell’Arma, ma anche alla sua struttura capillare sul territorio che consentiva un
               controllo del paese non soltanto ai fini della lotta al crimine ma anche di con-
               trollo della popolazione, specialmente in tempo di guerra.
                   Ciò non toglie che sul confine qualche ufficiale dei carabinieri fosse attiva-
               mente impegnato nello spionaggio attivo, come il capitano Giacinto Santucci in
               servizio a Schio, che a ridosso del confine gestiva una sua rete informativa sugli
               altipiani trentini di Folgaria e Lavarone ove si costruivano le imponenti moder-
               ne fortificazioni dopo la nomina di Franz Conrad von Hötzendorf alla carica
               di capo di Stato maggiore imperiale, in funzione di copertura della frontiera per
               consentire una mobilitazione in sicurezza.
                   L’Ufficio  informazioni  entrò  in  guerra  mobilitandosi  e  trasferendosi  in
               zona di guerra assieme al comando supremo a Udine il 30 maggio. La struttura
               era costituita da:
                   -  un capo ufficio nella persona del colonnello di stato maggiore Rosolino
               Poggi;
                   -  una segreteria formata da due capitani;
                   -  la  1ª  sezione  informazioni  che  si  occupava  del  fronte  Giulio  e  della
               Carnia, che contava quattro ufficiali (cinque in realtà);
               (22) - AMBROGIO VIVIANI, Servizi segreti italiani 1815-1985, cit., schema a pag. 139.

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