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I REALI CARABINIERI E IL CONTROSPIONAGGIO NELLA GRANDE GUERRA
La “guerra segreta” italiana nella prima guerra mondiale non offre grandi
spunti di gloria. Occorre dire che esiste una difficoltà sostanziale a ricostruirne
la storia per la carenza di studi in proposito e di documentazione. Soprattutto
sull’operato degli avversari nel nostro paese è difficile fare il punto perché il
capo dell’Evidenzbüro austriaco, il generale Max Ronge, fece bruciare a guerra
finita gli incartamenti del suo ufficio, una misura professionalmente corretta
che salvaguardò le non poche spie che avevano servito l’Austria-Ungheria dalla
resa dei conti. Una parte di questi informatori comunque, essendo stati scoperti
con la penetrazione dell’ufficio del servizio della marina austro-ungarica a
Zurigo e lo svuotamento della cassaforte del capitano di corvetta Rudolf
Mayer, direttore della rete di sabotatori in Italia, fu eliminata e secondo fonti
austriache alcuni di essi furono presi a Innsbruck e fucilati alla fine della guerra.
Vale la pena di menzionare la circostanza che se l’operazione fu organizzata
dalla Marina, era presente un appuntato dei Carabinieri all’apertura della cassa-
forte .
(29)
Tralasciamo ovviamente l’attività informativa italiana all’estero, che era
piuttosto rudimentale e conseguì pochi successi (il più interessante fu quello in
Svizzera ai danni di Mayer). Soltanto con la guerra si impiantò una organizza-
zione che andasse al di là dell’addetto militare e di due centri esteri per acquisire
informazioni, ed in questo ebbe la sua parte anche il famoso colonnello dei
Carabinieri Giovanni Maria Garruccio, che poi diverrà generale. Molto più rile-
vante per l’Arma fu l’opera di controinformazione. Dovendo provvedere alla
sicurezza interna del Paese, i carabinieri dovettero fronteggiare - con risorse
veramente limitate - una serie di compiti che andavano dal normale controllo di
polizia a quelle delle stazioni ferroviarie, alla ricerca dei moltissimi renitenti (un
servizio che comporterà i succitati scontri a fuoco) a quello degli stranieri neu-
trali perché, dato che i cittadini di paesi nemici erano stati internati, i neutrali
(29) - A proposito dell’operazione si veda MARCO GEMIGNANI, Zurigo 1916: un colpo risolutivo. Il
Servizio Segreto della R. marina in azione, in BOLLETTINO D’ARCHIVIO DELL’UFFICIO STORICO
DELLA MARINA MILITARE, III, settembre 1989, pagg. 153-170. V. anche ALESSANDRO
MASSIGNANI, La Grande Guerra segreta sul mare, in: La guerra navale 1914-1918. Un contributo
internazionale alle operazioni in Mediterraneo, a cura di ACHILLE RASTELLI e ALESSANDRO
MASSIGNANI, Valdagno, Rossato, 2002, pagg. 177-208. Una discussione in proposito in FIORI,
Spionaggio e controspionaggio civile, cit.
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