Page 156 - Rassegna 2017-4_4
P. 156
TRIBUNA DI STORIA MILITARE
erano un logico punto di contatto con possibili reti di spionaggio in Italia; un’atti-
vità che dalla documentazione risulta avere riscosso dei successi, portando a degli
arresti di spie. Anche in alcuni porti dovettero essere istituiti dei centri di sorve-
glianza composti di cinque-sei militi che controllavano i segnali luminosi notturni,
altro mezzo di comunicazione con informatori attivi nel paese, o in punti di pas-
saggio importanti come la stazioncina di tre carabinieri e un sottufficiale nell’isola
di Campione sul Lago di Lugano, voluta dal maggiore Tullio Marchetti.
Ricordiamo che soltanto alla fine di agosto 1916, dopo la fallita offensiva
austro-ungarica dal Trentino, l’Italia dichiarò guerra alla Germania su insistenza
alleata, mentre i rapporti commerciali, finanziari e personali erano sempre stati
molto attivi e come gli interessi tedeschi in Italia fossero molteplici. D’altronde
alla fine del suo fallito tentativo di influire sull’opinione pubblica italiana, dato
che Francia e Inghilterra avevano già svolto un opera imponente di influenza
sulla stampa italiana, assoldando alcuni attivissimi ed abili agenti di influenza, il
principe Bernhard von Bülow scrisse nel suo rapporto a Berlino che in Italia
restavano molti amici sui quali si doveva far prima o poi conto per riprendere
le relazioni economiche.
Il lavoro di spionaggio e sabotaggio in Italia ebbe però successo per l’opera
di ufficiali austro-ungarici, e specialmente dalla sezione del capitano della mari-
na imperialregia Rudolf Mayer e dall’addetto militare austro-ungarico a
Berna , colonnello William von Einem, che sondarono innanzitutto le possi-
(30)
bilità di appoggiare gli oppositori della guerra, come cattolici e socialisti, per
aumentare le tensioni che si sapevano esistere nel paese.
Le venti sezioni socialiste tra gli italiani che lavoravano in Svizzera costitui-
rono un primo obiettivo con l’influenza sul loro foglio “L’avvenire del lavora-
tore”, dopo che tre agenti avevano portato volantini di propaganda in Italia.
Questo traffico di volantini aumentò nell’inverno 1917-1918 al punto di con-
sentire a von Einem di vantarsi che qualche ignara ordinanza dell’esercito italia-
no aveva portato materiale di propaganda contro la guerra. Più interessante
l’azione sulle donne socialiste, avvenute grazie ad interposta persona (chiamato
in codice “ing. Rasim”), nei confronti nientemeno che di Angelica Balabanoff,
(30) - PETER SCHUBERT, Die Tätigkeit des k.u.k. Militärattachés in Bern während des Ersten Weltkrieges,
Osnabrück, Biblio, 1980.
154

