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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Resta il sospetto che non fosse casuale la quasi contemporanea riorganiz-
zazione dell’Ufficio informazioni divenuto Servizio informazioni .
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Va da sé che la polizia, benché creata già nel 1852, aveva svolto nell’età libe-
rale un ruolo non paragonabile all’attuale per numeri e per organizzazione, ma
per compiti di polizia il capo dell’Ufficio informazioni Poggi si rivolse già a fine
giugno al direttore generale della PS per limitare i punti di accesso al transito
con la Svizzera centro di spionaggio ai danni dell’Italia .
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Mentre anche l’Ufficio I dell’esercito, dopo essere stato mobilitato e trasfe-
rito a Udine presso il Comando supremo, lasciò a Roma un doppione detto “ter-
ritoriale” che non rimarrà inattivo. A Udine la sezione controspionaggio e polizia
militare era la 3ª e si avvalse di due ufficiali dei Carabinieri. Da segnalare il tenen-
te, poi capitano Giulio Blais, sulla cui competenza Marchetti ebbe parole di lode
(“intelligente, furbo come una volpe, indagatore per eccellenza”). L’avversario
era il servizio informazioni della Monarchia asburgica, alquanto efficiente, che
dalla sua creazione come struttura burocratica nel 1908 aveva conseguito qual-
che successo rilevante, come l’acquisizione dei piani di mobilitazione italiani .
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Ufficialmente solo dal 1914 l’attenzione di questi organi venne diretta con-
tro gli Imperi centrali, ma è nota l’attività di quello che diverrà l’ufficio I della
costituenda 1ª armata, che come gli altri uffici staccati creati presso le varie
armate avrà compiti di raccolta di informazioni a livello operativo e tattico,
basati essenzialmente su fotografie aeree, interrogatori di prigionieri ed inter-
cettazioni telefoniche e radio, tranne nel caso della 1ª armata che aveva una sua
rete informativa oltre confine formata da irredentisti trentini .
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(25) - ANTONIO FIORI, Spionaggio e controspionaggio ‘civile’ in Italia durante la Grande Guerra, in RASSEGNA
STORICA DEL RISORGIMENTO, XCVI, II, aprile-giugno 2009, pagg. 237-286. Sul fallimento
dell’Ufficio di Udine nel prevedere la Strafexpedition e la riorganizzazione vedi ALESSANDRO
MASSIGNANI, Il servizio informazioni italiano e la sorpresa della Strafexpedition, in: 1916. La Strafexpedition,
a cura di VITTORIO CORÀ a PAOLO POZZATO, Udine, Gasperi, 2003, pagg. 103-118.
(26) - Aussme, fondo F1, raccoglitore 325, cartella 3, Comando supremo Ufficio I al Direttore
generale di PS del 27 giugno 1915.
(27) - A. SEMA, La Grande Guerra sul fronte dell’Isonzo, cit., pag.24. Chi scrive ha avuto in dono dal
barone Heinz von Lichem una copia dell’ordine di battaglia dell’esercito italiano con le stam-
pigliature del comando militare imperialregio di Innsbruk.
(28) - In proposito tutta la vicenda della rete è narrata da TULLIO MARCHETTI nel suo Ventotto anni
nel servizio informazioni militari, cit., pubblicato soltanto nel secondo dopoguerra.
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