Page 165 - Rassegna 2017-4_4
P. 165
I REALI CARABINIERI E IL CONTROSPIONAGGIO NELLA GRANDE GUERRA
La condizione militare infatti sarebbe alla base del senso del dovere, del ser-
vizio ben fatto, della determinazione a svolgere in ogni modo il compito asse-
gnato. Il giudizio storico, anche se naturalmente non tutto ci è dato di sapere, è
che il servizio informativo dei Carabinieri “fu uno dei più seri ed efficienti
anche se al solito contrasto di competenze con gli organi del Ministero
dell’Interno si aggiunse quello con il Servizio Informazioni del Comando
Supremo e del Ministero della Guerra” .
(50)
Sempre a proposito di affidabilità, si può citare un caso incontrato casual-
mente nel corso della ricerca: prima dello scoppio della guerra si valutavano le
possibilità alimentari del paese, un settore cruciale dell’economia che avrebbe
avuto una influenza enorme anche su una guerra breve come ci si aspettava. Si
tenga presente che i disordini interni nella Grande Guerra furono in linea di
massima il frutto della carenza di grano e che spesso la classe politica si trovava
a dover scegliere se importare grano o carbone per le industrie belliche. L’allora
presidente del consiglio Salandra ordinò ai prefetti nel febbraio 1915 una
inchiesta “discreta” sulla reale esistenza di grano in Italia, da affidare preferibil-
mente all’Arma, unica maniera evidentemente per conoscere la reale situazione
del Paese alla vigilia di un momento così grave della storia d’Italia .
(51)
Un’opera difficile, silenziosa, lontana dai riflettori e dalle notizie eclatanti,
“usi obbedir tacendo e tacendo morir” ma che era determinante per il prose-
guimento di uno sforzo bellico che aveva visto il giovane paese impegnato nella
lotta per la vita e alla fine, grazie alla determinazione di tanti, e nonostante la
irrisolutezza di tanti altri, e alla fine vincere.
(50) - A. VIVIANI, Servizi segreti italiani 1815-1985, cit., pag. 151.
(51) - MARIA CONCETTA DENTONI, Annona e consenso in Italia 1914-1919, Angeli, 1995, pag.18.
163

