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OSSERVATORIODIDIRITTOINTERNAZIONALEEDIRITTODELL’UNIONEEUROPEA
Infatti, ritenere un ingresso non illegale non significa rilasciare automati-
camente un titolo legale per la permanenza sul territorio dello Stato. La sussi-
stenza dei requisiti per la permanenza sul territorio è, come sin qui spiegato,
questione distinta che deve essere vagliata dalla autorità nazionale alla luce dei
requisiti richiesti dalle normative vigenti. Pertanto, una mera autorizzazione
all’ingresso, anche laddove dettata da motivi umanitari, non può divenire di per
sé l’equivalente di un valido provvedimento di visto o di soggiorno.
2.2. Occorre, prima di illustrare il contenuto delle conclusioni
dell’Avvocato generale Sherpston, ricordare, come, peraltro, precisato nel citato
comunicato stampa della Corte di Giustizia con una nota (identica riprodotta in
ogni comunicato stampa della Corte), che “le conclusioni dell’avvocato genera-
le non vincolano la Corte di giustizia. Il compito dell’avvocato generale consiste
nel proporre alla Corte, in piena indipendenza, una soluzione giuridica nella
causa per la quale è stato designato. I giudici della Corte cominciano adesso a
deliberare in questa causa.
La sentenza sarà pronunciata in una data successiva.”
Come osservato anche dalla dottrina esse sono in sostanza “proposte di
decisione ”, contengono il parere dell’Avvocato generale e non sono vincolanti .
(5)
(6)
L’Avvocato generale è una sorta di “amicus curiae”, un membro della
Corte che assiste il Collegio giudicante proponendogli di decidere le controver-
sie in un determinato modo, sulla base di una appropriata argomentazione .
(7)
Ma, come dimostra l’enfasi che viene loro attribuita, anche con la dirama-
zione di un comunicato stampa ad hoc della Corte, le conclusioni dell’Avvocato
generale sono rilevanti anche per delineare profili che la decisione della Corte
potrebbe non esplicitare e che, invece, ha considerato per giungere al suo con-
vincimento.
2.3. Come si è già detto, nelle sue conclusioni l’Avvocato generale
Sharpston ha ribadito di condividere la posizione espressa dall’Italia nelle cause
C-490/16 e C-646/16, in merito alla definizione di ingresso illegale (in partico-
(5) - Riccardo MONACO, voce Corte di Giustizia delle Comunità Europee, in Enciclopedia Giuridica
Treccani, Vol. XI, pag. 2.
(6) - Luigi DANIELE, Diritto dell’Unione europea, Giuffrè, 2012, pagg. 82-83.
(7) - MONACO, op. cit., ibidem.
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