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IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO ITALIANO TRA COMMERCI ILLEGALI
E RESTITUZIONI INTERNAZIONALI
individuarono l’autore del furto, che però nel frattempo era deceduto, e accer-
tarono che l’opera era stata venduta dal ladro ad un’altra persona per circa 4
milioni di lire, e che in seguito quest’ultima l’avrebbe a sua volta venduta all’an-
tiquario di torino ad un prezzo di poco maggiorato. Intanto l’industriale, pale-
sato il misfatto, chiese all’antiquario la restituzione di quanto corrisposto per
l’acquisto dell’opera, invocando contestualmente alla magistratura il principio
della buona fede. ebbene, il pretore di torino non soltanto accolse la richiesta
ma dispose anche il dissequestro della statua e la conseguente restituzione della
stessa all’industriale, secondo il principio giuridico romano in dubio pro reo
(nel dubbio si deve decidere in favore del reo). In questo modo la statua non
soltanto fu negata al legittimo proprietario ma anche strappata dal suo contesto
culturale in cui era stata concepita e custodita per secoli ”.
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tutto ciò evidenzia il fatto che fino a qualche tempo fa il ricettatore di
un’opera d’arte, nel momento in cui veniva scoperto, poteva tranquillamente
appellarsi al principio della “buona fede”.
allora come superare questo annoso problema?
ritornando all’unIDroIt vediamo come gli addetti ai lavori sia siano a
lungo soffermati su questo aspetto, evidenziandone le carenze che evidente-
mente muovevano a sfavore della tutela dei beni culturali nonché dei suoi pos-
sessori legittimi, sia che si trattasse di soggetti privati che pubblici.
si giunge così alla soluzione del problema. l’articolo 3 della convenzione
pone il principio secondo cui il bene rubato deve essere restituito al legittimo
proprietario da chiunque lo possegga.
l’articolo 4 precisa che “il possessore che deve restituire il bene rubato,
ha diritto al pagamento di un equo indennizzo a condizione che non abbia
saputo, né avrebbe dovuto ragionevolmente sapere, che il bene era stato rubato
e che possa provare che ha agito con la dovuta diligenza in occasione dell’ac-
quisto”.
lo sforzo dell’unIDroIt è consistito nel trovare una regola civilistica
tale da essere accettata dal più ampio numero possibile di paesi, e che uniformi
i vari sistemi giuridici al principio per il quale deve essere il possessore a provare
che ha agito con la dovuta diligenza in occasione dell’acquisto.
(46) - IannIzzotto, Ibidem.
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