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IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO ITALIANO TRA COMMERCI ILLEGALI
E RESTITUZIONI INTERNAZIONALI
soltanto nel 2014, il comando cc tpc ha eseguito 28 commissioni
rogatorie Internazionali, sia attive che passive, conseguendo il rimpatrio di 55
beni culturali di provenienza italiana, rinvenuti in lussemburgo, regno unito,
usa, austria e Francia .
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tuttavia, come avviene per le attività investigative nazionali, vi sono casi
in cui occorre disporre attività cautelari d’urgenza. In questo caso l’organo di
polizia che procede interagisce, per il tramite dell’Interpol, direttamente con
l’organo di polizia straniera, sempre che, tra i due compartimenti sussistano
accordi pregressi riguardanti attività preventive/cautelari, in tema di beni cultu-
rali. su questo punto occorre però aprire una parentesi di natura tecnico-ope-
rativa, riguardante l’efficacia, o meno, di tali attività investigative.
ebbene, la potenziale attività cautelare posta in essere dalla polizia stranie-
ra, su richiesta dell’organo preposto alla tutela dei bb. cc. del nostro paese,
prevede, nella maggior parte dei casi, attività investigative atte a predisporre
rapidi interventi (accertamenti sul posto, informazioni ecc.). Queste attività,
qualora attivate, pur non pervenendo alla formulazione di alcun atto formale,
se non a seguito di ordini espressamente impartiti dall’autorità giudiziaria com-
petente per il proprio ambito compartimentale, difatti, provvede a fornire
importantissimi riscontri info-investigativi, che qualora trascurati o predisposti
in ritardo, non garantirebbero gli stessi risultati .
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ne consegue che, allo stato, il ricorso alla rogatoria, con tutto quanto essa
comporti in termini di tempi di esecuzione, espletamenti burocratici ecc., pur risul-
tando il mezzo giuridico più praticato, in tema di recupero di beni culturali espor-
tati illecitamente, rileva ampi margini di criticità e consequenziali inefficienze riso-
lutive. sebbene molti paesi abbiano convenuto sul fatto (ratificandone gli accordi)
che vi sia la necessità di tutelare i propri beni culturali anche mediante la coopera-
zione preventiva - prevedendo, tra le altre cose, l’obbligo di fornire informazioni
riguardanti beni culturali di sospetta provenienza, senza necessariamente attendere
una specifica richiesta da parte di un paese che si vede “violato” nella propria con-
sistenza patrimoniale - tale cooperazione viene difatti costantemente disattesa.
(52) - Dati comando cc tpc - attività operativa anno 2014.
(53) - In alcuni casi d’urgenza è la stessa Interpool ad occuparsi di predisporre adeguate attività
cautelative interagendo direttamente con le autorità straniere preposte.
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