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STUDI GIURIDICO-PROFESSIONALI
garantire la massima liceità e trasparenza circa la provenienza dei beni esposti .
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ma come si è giunti al Memorandum Italia-stati uniti, visto che fino a qual-
che decennio addietro un accordo così concepito sarebbe stato assolutamente
impensabile? ebbene, come ci insegna l’antropologia sociale, i meccanismi poli-
tici, economici, sociali e culturali si evolvono con la società. per cui, quello che
sembra impossibile possa accadere in un determinato periodo storico, è invece
irrevocabilmente necessario in un altro. riguardo ai beni culturali abbiamo visto
come con il passare del tempo si è registrata una maggiore attenzione al “patri-
monio di appartenenza” soprattutto da parte di quegli stati cosiddetti “ricchi di
antichità”, che nel corso dei decenni si sono visti depauperati di quei beni rap-
presentanti la propria cultura. Da qui la necessità di salvaguardarli, in primis, ed
in secondo luogo di tentare il loro recupero, attraverso la diplomazia culturale, i
negoziati etici (61) e l’attività giudiziaria, al fine di poterli restituire definitivamente
al proprio patrimonio nazionale. tutto ciò era improponibile, almeno fino agli
(60) - l’ambasciata italiana a washington ha così riportato la notizia: “il Memorandum d’intesa tra il
governo degli stati uniti d’america e il governo della repubblica italiana circa l’imposizione di
limitazioni all’importazione ed esportazione di categorie di materiale archeologico databile ai
periodi italiani preclassico, classico e della roma imperiale (mou), redatto nel 2001 e rinnovato
negli anni 2006 e 2011, ha rappresentato, sul piano artistico-culturale, un tassello fondamentale
nella storia della regolamentazione dei rapporti tra Italia e stati uniti per quanto riguarda il mate-
riale archeologico compreso tra circa il IX e il IV secolo (manufatti in pietra, metallo, ceramica,
pitture murali e monete). Il mou successivamente ha anche consentito la prolungabilità di pre-
stiti di lunga durata di beni del patrimonio culturale nazionale a Istituzioni museali degli stati
uniti, estendendola, in casi particolari, dai quattro agli otto anni. collateralmente si sta anche lavo-
rando per rafforzare l’impegno assunto dagli stessi stati uniti alla restituzione di materiale archeo-
logico di provenienza italiana introdotto illecitamente nel territorio americano. tale Memorandum
ha avuto così anche l’effetto non solo di promuovere programmi di scambio culturale ed accordi
ad hoc con i maggiori musei e università americani e italiani e di incoraggiare progetti di scavo auto-
rizzati dal ministro dei beni culturali negli usa, ma anche di lanciare una politica di accordi tra
alcune regioni, il ministero dei beni culturali e il Dipartimento di stato volti alla restituzione di
molte opere d’arte esportate illegalmente, come il cratere di eufronio già detenuto dal
metropolitan museum di new york”. tratto da: http://www.ambwashingtondc.esteri.it/
(61) - come faceva notare la dott.ssa papadopoulos del ministero per i bb. e aa. culturali, “Il
richiamo ai codici di condotta dei musei, in particolare a quelli specifici per il settore archeo-
logico, ha prodotto negli ultimi quindici anni risultati più concreti di quanto le iniziative avvia-
te sul piano giudiziario abbiano consentito, permettendo la conclusione di negoziati “etici” e
risolvendo positivamente querelles altrimenti destinate ad una sconfitta per il patrimonio italia-
no”. consultabile al sito web www.art-codes-of-ethics.info/pdf/papadopoulos.pdf
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