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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
via correzionale, purché non ricorressero circostanze aggravanti, come la diser-
zione compiuta essendo di servizio o di sentinella o con asportazione di armi.
Con decreto del 9 luglio 1812 un ventesimo delle entrate particolari dei comuni
fu destinato al mantenimento delle compagnie provinciali: nel 1814 si trattava
di una somma di 162.517:25 ducati. al 1° novembre 1813 le compagnie erano
quasi al completo, con 55 ufficiali e 2.327 sottufficiali e truppa, ma figuravano
tra le truppe sedentarie dell’esercito anziché tra le provinciali, segno che erano
state sottratte agli intendenti e poste sotto i comandi militari territoriali. nel
marzo 1815 l’età massima per l’ammissione nelle compagnie provinciali fu ele-
vata a 35 anni e furono riunite con le scelte legionarie in battaglioni scelti pro-
vinciali. Gli effettivi erano, a tale data, di 2.470 guardie prefettizie e 6.925 legio-
nari scelti, per un totale di 9.395 uomini.
Un anno e mezzo dopo, con decreto 13 settembre 1816, gli ultimi gendar-
mi ausiliari e i resti delle compagnie provinciali furono amalgamati con i gen-
darmi reali a piedi nel corpo dei “fucilieri reali”, formando il nucleo della cate-
goria “fucilieri”, che aveva un organico di 1.950 (10 per brigata, riuniti a coppie
a formare “squadriglia” insieme con un carabiniere, loro superiore gerarchico).
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