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TRIBUNA DI STORIA MILITARE

l. La gendarmeria ausiliaria e le compagnie provinciali nel 1810-15

      nel 1810 la gendarmeria ausiliaria ottenne un riconoscimento, con l’esten-
sione (20 ottobre) della pensione alle vedove e agli orfani dei caduti per servizio.
malgrado l’epurazione, continuava però ad avere pessimi elementi: il 5 marzo,
ad esempio, troviamo menzione di 46 ausiliari amnistiati. Senza voler generaliz-
zare, la compagnia di Cosenza offre esempi eloquenti. entrambi i subalterni,
Luigi amato e Pasquale raggio, consegnarono a pagamento alle famiglie delle
vittime, bramose di vendetta, i briganti detenuti che dovevano scortare a
napoli, dichiarando che erano stati abbattuti durante vari tentativi di fuga e
facendone esporre le teste mozze nei vari comuni attraversati dal convoglio:
quello di raggio seminò così per strada più di un terzo dei 400 detenuti. il capi-
tano della compagnia, francesco Saverio De rose, ex-capitano civico nonché
ex-insorgente del 1806, sospettato di doppio gioco e minacciato di morte da
manhès se entro dodici ore non gli consegnava due fratelli, gendarmi ausiliari,
accusati di favoreggiamento dei briganti, li fece arrestare all’istante: ben prima
del termine stabilito Pietro e nicola Battaglia penzolavano dal campanile del
loro paese (S. Pietro).

      Lo storico Luigi maria Greco dipinge così il custode del carcere di
Castrovillari, minervini di Cassano, già bargello della squadra del principe di
Cariati: «di animo truce come di aspetto, alto, giallastro, con lunga coda di scar-
migliati capelli, vestimenta da bravo, lunghissima mazza con punta di ferro …
crudele con i miseri che non possono più saziarne la cupidigia, percuotendo,
stremando vitto, acqua, lume infierisce, velando la sua nequizia con tentare eva-
sioni calamitose, ma facilmente credute». non migliore di lui il custode del car-
cere di Cosenza, il sergente degli armigeri antonio Scorzafave. in compenso il
24 novembre 1811 il sergente ausiliario michele rega, della compagnia terra di
Lavoro, fu promosso sottotenente per la cattura di Laurenziello.

      nel corso del 1810 gli ausiliari diminuirono ancora di 326 uomini (2 mon-
tati), ma sicuramente non furono trasferiti nelle compagnie provinciali. Queste
ultime, secondo il decreto istitutivo, dovevano essere attivate il 1° gennaio 1811,
ma a quella data era ancora tutto in alto mare. infatti una circolare del ministro
della guerra del 5 gennaio disponeva che le compagnie non fossero più reclutate

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