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LA GENDARMERIA REALE NAPOLETANA

(1 in più del calabrese) e quello a cavallo 14:50, mentre erano uguali i soldi dei
comuni a piedi (7) e a cavallo (12). in tutto 13 capitani e 3.906 armigeri (inclusi
126 subalterni e 144 comuni, 24 caporali e 11 sergenti a cavallo), per un onere
annuo di 390.936 ducati.

      Con uniformi e armamento (fucile con baionetta, coppia di pistole e cangiar-
ro con bandoliera) a carico dell’erario e cavallo proprio, erano così ripartiti: 1.509,
inclusi 179 a cavallo, addetti alle intendenze, 315 alle sottointendenze, 1.752 ai
governatori, 195 ai tribunali di prima istanza, 135 a quelli di seconda. La compa-
gnia più numerosa era quella di Calabria Ultra (416, contro i 171 di abruzzo Ultra
i). La compagnia era posta alla dipendenza del capitano di gendarmeria per la
disciplina e la polizia interna, e dell’intendente per reclutamento, qualità del servi-
zio, residenza, amministrazione, e avanzamento fino a sottotenente incluso. il
modo di pagamento fu regolato con successivo decreto del 24 gennaio 1808.

      L’immissione nel corpo era selettiva. il 16 gennaio l’intendente di Salerno
apriva infatti un bando d’arruolamento per 200 posti, con il requisito di essere
tra i 20 e i 40 anni, armati del proprio e, se del caso, montati, destinando di pre-
ferenza alle corti baronali quelli che già vi prestavano servizio. tra marzo e
maggio furono nominati gli ufficiali delle compagnie di Bari, foggia,
Campobasso, Chieti, teramo, L’aquila, Salerno e Lecce. il 12 marzo il re infor-
mava napoleone di aver organizzato un corpo di armigeri in ogni provincia,
che sperava utile per la repressione del brigantaggio alimentato dagli inglesi e
definiva una via di mezzo tra gendarmeria e truppa di linea, per lo più soldati
degli antichi baroni già incaricati di dare la caccia ai malviventi. Con circolari dei
ministri di polizia e della guerra, dell’8 giugno, gli armigeri furono inoltre eso-
nerati dalla leva, “essendo un corpo veramente militare”. il 6 luglio, annuncian-
do il prossimo invio di 4 armigeri in ogni circondario, l’intendente di Salerno
prescriveva di farli rispettare come ogni altro corpo militare, non impiegarli in
servizi personali, controllare la loro tenuta e garantire loro, in ogni comune, una
stanza con tavolo, sedie e due letti a due piazze; e l’11 aggiungeva di farli curare
dai medici e chirurghi condotti. nel marzo 1808 gli armigeri della terra di
Lavoro si distinsero con la cattura della banda che aveva ucciso il capitano
monglas e in settembre furono premiati con fucili d’onore quelli di torre
miletto (Capitanata) che avevano respinto un’incursione inglese.

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