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TRIBUNA DI STORIA MILITARE

o. La riorganizzazione del 13 settembre 1816

      nel dicembre 1815 la compagnia di Capua aveva 20 brigate a cavallo e 17
a piedi con 104 e 115 gendarmi, armati di sciabole da dragone, moschetto e scia-
bola corta, con cartucciere da dragone o da granatiere. Con decreto del 13 set-
tembre 1816 la gendarmeria reale assorbì definitivamente gli ultimi armigeri e le
guardie prefettizie, inquadrati individualmente nelle brigate a piedi con il nome
di “fucilieri”, inferiori gerarchici dei gendarmi a piedi, ribattezzati “carabinieri”.
il corpo fu riorganizzato perciò su un’ispezione generale (maresciallo di campo,
colonnello capo di S. m. e aiutante di campo) e due corpi autonomi, uno di 706
“gendarmi reali a cavallo” (con 27 ufficiali) e uno di 3.204 “fucilieri reali” a piedi
(73 ufficiali), ciascuno con proprio stato maggiore (colonnello, tenente colonnel-
lo e 2 aggiunti tenenti). il corpo a cavallo, armato di moschetto e sciabola, era su
7 squadroni di 100 (o 101) uomini e 16 brigate di sei (con l’unica variante di
ribattezzare “sergenti” i marescialli d’alloggio e “caporali” i brigadieri).
Comandati non più da capisquadrone (grado abolito) ma da semplici capitani, il
1° era addetto alla sola provincia di napoli, il 5° alle tre abruzzesi, il 6° alle tre
calabresi e ciascuno degli altri (2° Capua, 3° Salerno, 4° avellino e 7° Lecce) a
due province, per un totale di 112 brigate a cavallo. il corpo a piedi, armato di
fucili di risulta, era ordinato su 15 compagnie provinciali (una in più a causa dello
sdoppiamento della Calabria Ultra), tre di 327 uomini nelle province più popo-
lose (terra di Lavoro, Principato Citra e Basilicata), tre di 246 nelle intermedie
(napoli, Principato Ultra e abruzzo U. ii) e nove di 165 nelle rimanenti, per un
totale di 1.170 sottufficiali e carabinieri e 1.950 fucilieri. oltre al capitano, quar-
tiermastro e sergente maggiore le compagnie avevano 4, 3 o 2 tenenti e sottote-
nenti e 20, 15 o 10 brigate a piedi, per un totale di 195. La brigata contava 16
uomini: il comandante (ex-maresciallo o brigadiere, detti ora sergente e capora-
le), 5 carabinieri (ex-gendarmi reali a piedi) e 10 “fucilieri” (ex-guardie prefetti-
zie). Questi ultimi erano moltiplicatori di forza del singolo carabiniere, consen-
tendo di suddividere la brigata in 5 “squadriglie” di 3 uomini, un carabiniere “let-
terato” come capo e 2 fucilieri (analfabeti) di manforte. il sistema napoletano
della squadriglia corrispondeva a quello piemontese della famosa “coppia” di
carabinieri (uno per leggere e l’altro per scrivere, secondo la voce popolare!).

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