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LA GENDARMERIA REALE NAPOLETANA

rale della gendarmeria” e, in tale qualità, incaricato di presentare il rapporto
generale sul brigantaggio dal 1806 in poi, richiesto dal ministro della guerra con
circolare del 15 febbraio. Pur in mancanza di prove, la successione delle date
può far sospettare che lo scopo della sua nomina al vertice dell’arma fosse prin-
cipalmente, se non addirittura unicamente, di sottrarre la stesura del rapporto a
Gentile, onde evitare il rischio di rilievi critici all’opera del generale, ufficialmen-
te osannato ma segretamente temuto e avversato da gran parte del notabilato.
Un indizio a favore della nostra ipotesi è che in definitiva il generale non si
mosse da monteleone, cumulando il nuovo incarico con il comando della 5a
Divisione militare.

      ottenne però l’approvazione, con decreto n. 1407 del 13 luglio 1812, della
riforma bocciata sedici mesi prima dal consiglio di stato, e addirittura più ampia
di quella, perché sottraeva una volta per tutte “alle giudiziarie ricerche” i mem-
bri della gendarmeria e delle legioni provinciali “per l’esecuzion d’arresti loro
ordinati dalle autorità cui debbono ubbidire”. [il monitore del 17 giugno 1812
dette notizia del suicidio di un brigadiere di gendarmeria di Bova, accusato di
aver fatto fuggire un prigioniero]. all’inizio del 1813 manhès fu trasferito alla
1a Divisione (napoli), avendo nella sua giurisdizione gli abruzzi, dove represse
con energia la cospirazione carbonara, facendo fucilare anche 3 gendarmi (il 22
luglio 1814 a teramo). nell’aprile 1815 manhès assunse il comando effettivo
della 4a Divisione di riserva, comandata nominalmente dal suocero, dimostran-
dosi non meno pusillanime e inetto di lui di fronte a un migliaio di austriaci,
toscani e pontifici comandati da ufficiali capaci e coraggiosi, tanto da indurre il
ministro della guerra, tardivamente, a sollevarlo dal comando. meglio gli riuscì
la settimana dopo l’ingloriosa fuga a marsiglia.

i. Manthoné colonnello e il limitato ricambio dei quadri inferiori

      il 10 febbraio 1813 i due colonnelli francesi furono sostituiti dal corso
Bonelli e dal pescarese manthoné. Quest’ultimo non proveniva dalla gendarme-
ria, ma si era segnalato durante la repressione del brigantaggio alla testa della
colonna mobile provinciale stanziata a Scigliano: il 27 maggio fu inoltre creato
barone con un maggiorasco di 1.254 ducati.

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