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LA GENDARMERIA REALE NAPOLETANA

vigore si trattava però di un obiettivo irrealistico, tanto più su un contingente
già scremato dalla leva dei veliti e guardie d’onore. appena pochi giorni dopo,
il 19 settembre, il re ordinò infatti a Daure, nel frattempo succeduto a
Campredon, di presentargli un quadro, suddiviso per provincia, di tutti gli armi-
geri e legionari con i requisiti d’istruzione e d’estrazione sociale. Come si
apprende dal Giornale dell’intendenza della terra di Lavoro del 1° novembre,
si cercò di incentivare l’arruolamento nella gendarmeria dei figli di famiglia alfa-
betizzati ammettendovi anche i coniugati, limitando il servizio all’interno della
provincia e offrendo in cambio il beneficio di poter esentare i propri fratelli
dalla leva. ma un decreto dello stesso giorno dispose il trasferimento nella gen-
darmeria di 100 sottufficiali e soldati dell’esercito, a condizione di saper leggere
e scrivere.

      il reclutamento nella gendarmeria faceva infatti concorrenza alla leva,
altrettanto tormentata, dei “figli di proprietari” destinati ai corpi nazionali della
guardia reale (veliti e guardie d’onore). il 13 dicembre il re chiedeva a Daure:
«pourquoi le recrutement (scil. des vélites) marche si lentement? Serait-ce faute d’argent?
Rencontrerait-on la même opposition dans la gendarmerie? Je veux qu’elle (opposition) dispa-
raisse». Una volta deciso di dare priorità alla guardia reale, con circolare del 6
gennaio 1810 Daure autorizzò gli intendenti a completare i loro contingenti di
veliti e guardie d’onore «avec des hommes en état de servir dans la gendarmerie». Lo
stesso giorno il re rinviò il progetto di costituzione di una compagnia di gen-
darmeria addetta alla marina: «vous avez arrêté le recrutement de la gendarmerie - scrisse
al ministro - faute de fonds (…) complétez la gendarmerie de terre, avant de songer à créer
celle de la marine». Per la gendarmeria si tornò al vecchio sistema del trasferimen-
to di contingenti dall’esercito: oltre ai 100 uomini trasferiti dall’esercito in base
al decreto del 1° novembre, il solo reggimento real Corso ne cedette altri 100,
che Gentile pregava di inviare a gruppi di 20-25, per dar tempo di approvvigio-
nare uniformi ed equipaggiamento (riprova ulteriore che il reclutamento era ral-
lentato dalla mancanza di denaro e di scorte di magazzino, prima ancora che da
requisiti troppo rigorosi).

      Secondo il rapporto al re del 9 gennaio, alla data del 31 dicembre gli effet-
tivi erano ancora ad appena 1.298 uomini e 473 cavalli, pari al 51 e al 56 per
cento dell’organico.

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