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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Bell’uomo, ancora capitano a trentun anni nel 1808, caposquadrone aiu-
tante di campo del re, famoso per aver espulso l’arcivescovo di reggio e “paci-
ficato” i tre abruzzi, genero del generale Pignatelli Cerchiara, promosso mare-
sciallo di campo il 25 marzo 1810 e trasferito il 29 luglio al comando superiore
delle Due Calabrie al posto di Cavaignac, creato barone dell’impero il 9 settem-
bre, il 27 manhès ottenne i poteri di alta polizia, avendo a sua disposizione il 7°
squadrone di gendarmeria e le due legioni provinciali. a Cosenza amato fu
sostituito dal colonnello pescarese Giovanni Battista manthoné, già tenente del
reggimento messapia, esule repubblicano e fratello del più famoso Gabriele,
stratega e ultimo ministro della guerra della repubblica, giustiziato dai borbo-
nici.
h. Manhès primo ispettore della gendarmeria reale (1810-15)
Promosso commendatore delle Due Sicilie e tenente generale il 22 e 28
febbraio 1811, aiutante di campo del re dal 25 marzo, con ordine del giorno
dell’8 aprile manhès estese lo stato d’assedio e la sua autorità alla Basilicata. il
potere giudiziario aveva nel frattempo già manifestato un segno di dissenso per
i metodi dei militari: con parere n. 1184 del 22 marzo (ratificato dal re l’11 mag-
gio da Parigi), il consiglio di stato aveva infatti bocciato una bozza di decreto
che sospendeva i procedimenti per violenza nell’esecuzione di un arresto sino
al giudizio definitivo dell’individuo arrestato, su un rapporto del ministro della
guerra in cui si sosteneva che il sistema in vigore era “fonte di gravissimi mali”
e “soprattutto prima causa della cresciuta baldanza de’ rei e di un uguale sco-
raggiamento osservato nella forza destinata ad arrestargli”. il consiglio di stato
replicava seccamente che la modifica avrebbe “incoraggiato i gendarmi ad abu-
sare della loro forza”. nel consiglio dei ministri del 9 maggio, il ministro della
giustizia ricciardi si oppose con foga e accenti d’indignazione alla ulteriore
estensione dei poteri di manhès alle province di Lecce, Bari e avellino proposta
dal ministro degli interni Zurlo e pronunciò una dura requisitoria contro i
metodi del generale.
La partita era tuttavia soltanto rinviata. Sradicato il brigantaggio e cessato
lo stato d’assedio, il 28 febbraio 1812 manhès fu nominato “1° ispettore gene-
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