Page 233 - Rassegna 2017-1_4
P. 233

LA GENDARMERIA REALE NAPOLETANA

      tutti e tre furono inoltre insigniti della commenda delle Due Sicilie. Più
che a limitare l’autonomia di Gentile, la nomina di Compère appariva funzio-
nale al suo vero obiettivo, che secondo Daure era di sottrargli il portafoglio
della polizia. L’organigramma durò infatti appena sei mesi e il 20 settembre,
contemporaneamente al conferimento dei pieni poteri di alta polizia a manhès,
il decreto n. 762 soppresse le cariche di ispettore e istituì al loro posto l’inca-
rico unico di “comandante” dell’arma, poi attribuito a Gentile. Si trattò di un
successo di Daure, perché il 17 ottobre Compère fu spedito a comandare la
Divisione napoletana in Spagna. Quanto ad ottavi, nominato solo per simme-
tria istituzionale, andò a comandare la 4a Divisione territoriale (Puglia), con
sede a Lecce.

      Dei vecchi capilegione, quello che nel 1810 subì un declassamento non fu
dunque Gentile, ma semmai amato. Già messosi in urto con il notabilato e la
magistratura di Cosenza per aver amnistiato l’assassino del sindaco, amato
ebbe crescenti contrasti con l’intendente Briot, tanto che in febbraio le rispet-
tive fazioni arrivarono sull’orlo dello scontro armato. trattenutosi a Cosenza
dal 19 al 24 maggio, mentre si recava ad assumere il comando dell’armata di
Calabria, murat fece nominare una commissione segreta per comporre la ver-
tenza e inviò amato a presidiare la Sila.

      Sdegnato dal rapporto dell’ordinatore Colbert sulle condizioni del carcere
di Cosenza e sui gravissimi abusi commessi dalle forze dell’ordine contro gli
imputati (inclusa la loro vendita ai parenti delle vittime per trarne privata ven-
detta), con decreto n. 664 del 10 giugno, da Scilla, il re deferì alle corti criminali
ordinarie la cognizione sugli abusi commessi “dai gendarmi e qualunque altro
militare” sugli imputati in stato di arresto, custodia o traduzione, salvo il caso
che si trattasse di altri militari, dichiarandoli punibili ai sensi degli art. 3, 10 e 11
del decreto 21 dicembre 1809.

      il 18 settembre, archiviato lo sbarco in Sicilia, il re mutò l’intero vertice
politico-militare della Calabria e trasferì i due aiaci entrambi a Chieti.
Coinvolto nella relativa disgrazia del suo generale e concittadino, il capitano
Cozza fu invece trasferito al 1° cavalleggeri e così pure l’aiutante di campo
Daniele Schiffini. [nel 1815 Cozza era caposquadrone aDC del capitano della
guardia Livron.]

                                                                                     231
   228   229   230   231   232   233   234   235   236   237   238