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LA GENDARMERIA REALE NAPOLETANA

quartiermastro Lemaire, i tenenti Lusi (poi capitano), Coppon e Defalco e il
sottotenente Vincent. non figurano più altri ufficiali della vecchia 2a legione
disciolta il 5 gennaio 1808, come il capitano Lafache e i tenenti Cozza, natali
(corso, già comandante della tenenza di Paola) e conti erasmo natale (tenente
dei granatieri del 6° di linea in Germania) e fabio Dell’Uva (capitano della 3a
compagnia guardie d’onore in russia e caposquadrone degli ufficiali d’ordinan-
za del re nel 1815).

d. L’attenzione del re e l’occhio di riguardo per la gendarmeria

      L’attenzione del re per la gendarmeria si ricava anche dal rilievo rivolto il
28 marzo al generale reynier circa un presunto ritardo di sei mesi nel pagamen-
to del soldo alla 6a compagnia (molise), notizia poi rivelatasi falsa. tra gli ordini
impartiti dal re nella primavera del 1809 per la spedizione a roma e il successivo
arroccamento nel ridotto campano, tre riguardano la gendarmeria: quello del 16
aprile al maresciallo Pérignon di distaccare 2 brigate a terracina e sulla strada
Gaeta-Cisterna; del 9 giugno a Gentile di dislocare il 1° squadrone sulla strada
per roma per servire di collegamento e poi di scorta al re; del 24 giugno al capo
di stato maggiore Lacroix di riunire le brigate del 1° squadrone ad aversa e
quelle del 6° a Vietri (Salerno).

      anche i premi indicano che si aveva un occhio di riguardo per l’arma: in
agosto i gendarmi del Principato Citra ottennero una gratifica di 100 ducati per
la presunta cattura di “Laurenziello” (in realtà ucciso nel novembre 1811), con-
tro i 20 elargiti ai legionari della provincia per l’uccisione di altri briganti meno
famigerati. il 1° marzo 1809, nella Sila, Cozza s’era invece lasciato sfuggire il
latitante Pasquale Bisceglia: circondato con un compagno nel casino
Percacciante, dato alle fiamme dagli svizzeri e dai legionari, Bisceglia riuscì a sal-
varsi con una sortita disperata, insieme alla sua donna mandatagli dal capobat-
taglione della civica P. abbate per convincerlo ad arrendersi: e riformò poi la
sua banda. il 14 luglio un brigadiere della scorta di florestano Pepe, comandan-
te militare del molise, fu ucciso in un agguato al passo di Carovilli. il 14 settem-
bre Gentile si prese però un rimprovero del re: dei briganti avevano sparato
contro una sentinella a Capodimonte: cosa faceva la gendarmeria?

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