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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
i cavalli riconosciuti atti al servizio seguivano il cavaliere nel corpo di tra-
sferimento: gli altri erano venduti a beneficio della cassa del pagatore generale
dell’armata.
il decreto garantiva al personale in esubero il reimpiego in altri corpi, o
passaporto e foglio di rotta agli stranieri che preferivano rimpatriare. forse alcu-
ni ufficiali rimasero aggregati all’arma: altri furono impiegati nelle commissioni
militari. il comandante della compagnia di nola, capitano monglas, era stato
ucciso nell’ottobre 1807 dai briganti. il suo uccisore, arrestato dagli armigeri e
dal 2° cacciatori, fu fucilato il 28 marzo 1808 a maddaloni.
i. Incidenti con la linea denunciati da Radet e critiche alla gendarmeria
in qualità di “inspecteur général de la gendarmerie française et commandant celle de
Naples”, radet riordinò anche i corpi napoletani (1° cacciatori, 1° e 2° leggero,
cacciatori di montagna) specializzati in compiti di sicurezza interna.
nondimeno esisteva una forte rivalità fra questi corpi e la gendarmeria, come
dimostrano vari episodi segnalati dallo stesso radet a Salerno (gendarmi pro-
vocati a duello dal 1° leggero), itri (la caserma assalita dagli ex fucilieri di città
del 2° leggero) e foggia (gendarmi malmenati e feriti dal 1° cacciatori).
Secondo radet le guardie provinciali «méconnaiss(ai)ent cette arme magistrale»: il
capitano della civica di arpino, offeso per essere stato interpellato da un gen-
darme, l’aveva ingiuriato e fatto arrestare e poi picchiare nel corpo di guardia.
Uguale incomprensione dimostravano i comandanti territoriali: quello di
Sulmona aveva dato gli arresti al comandante della tenenza (alò) per aver dove-
rosamente protestato per l’impiego (contra legem) di due gendarmi in compiti
presidiari.
anche Desvernois, comandante la subdivisione di Lagonegro, in un rap-
porto dell’aprile 1808 diceva peste e corna dell’arma: «la gendarmerie, qui exige une
active surveillance, est mal organisée. Ses officiers, pour la plupart, sont des hommes tarés,
encourageant la délation, envenimant les haines particulières et prétendant se soustraire à l’au-
torité (militaire) pour ne dépendre que des magistrats civils» (il rapporto fu però rima-
neggiato nelle memorie del generale, limitando l’accusa ai soli gendarmi ausilia-
ri : v. infra, §. C).
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