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LA GENDARMERIA REALE NAPOLETANA

va inoltre che l’imperatore e re «voulût bien accorder la demande qui lui a été faite d’au-
toriser le passage d’un certain nombre de gendarmes français dans la gendarmerie napolitaine,
afin d’y introduire le bon esprit qui anime celle de France». intanto dovette esserci una
nuova epurazione, se appena due settimane dopo, il 15 gennaio, gli effettivi
erano diminuiti di un altro decimo, a 1.042, di cui 72 (inclusi 10 ufficiali) a
napoli, 18 in missione e 952 distaccati (57 ufficiali).

      il Corriere di napoli del 22 novembre 1806 aveva già dato notizia che San
Severo, poi imitata anche da foggia e da altri paesi della Capitanata, aveva dato
gratis alla gendarmeria la sua quota di 16 cavalli. Con decreto n. 13 del 16 gen-
naio 1807 il re ordinò una “leva” (requisizione) di 400 cavalli per montare la
gendarmeria, ripartita fra le 5 province di terra di Lavoro (92), Principato
Ultra (142), abruzzi citra (62), teramo (32) e L’aquila (72). i cavalli dovevano
essere somministrati di comuni secondo i contingenti fissati dall’intendente
provinciale e al prezzo stabilito “da periti nominati di consenso” e comunque
non superiore a 65 ducati (per un importo massimo di 26.000). il prezzo non
era liquidato al comune ma dedotto dal suo arretrato d’imposta. i comuni che
non avevano un numero di cavalli sufficiente erano tenuti a procurarseli
mediante acquisto privato. Secondo il Corriere di napoli dell’8 aprile, vari
comuni dell’aquilano regalarono le loro quote di cavalli. in realtà, in maggio,
17 comuni dell’abruzzo Citra che non avevano fornito i cavalli per la gendar-
meria furono puniti col sistema della “tansa” (alloggio di soldati a carico degli
amministratori).

g. L’impiego della gendarmeria

      intanto la gendarmeria partecipava attivamente alla repressione dell’insur-
rezione borbonica. Già il 16 maggio 1806 lo stesso re aveva segnalato a
napoleone che i gendarmi avevano ucciso una ventina di “briganti” presso itri
(probabilmente si tratta della sortita del corpo franco da Gaeta). in luglio arri-
varono a teramo 100 gendarmi, acquartierati con le mogli nel convento della
madonna del Carmine: fece impressione che fossero tutti “letterati” e con paga
di 22 ducati. Quattro furono catturati il 9 settembre da Sciabolone, cui davano
la caccia assieme alle truppe pontificie.

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