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TRIBUNA DI STORIA MILITARE

      in realtà il problema di Giuseppe non era tanto di liberarsi di radet, quan-
to di dare il comando della gendarmeria a Gentile. il 30 maggio cominciò intan-
to a farlo passare al servizio napoletano e con decreto n. 83 del 6 giugno pose
l’aliquota di gendarmeria rimasta a napoli sotto l’ispezione particolare e prov-
visoria di un colonnello, e la riordinò provvisoriamente su 2 squadroni, 4 com-
pagnie, 16 tenenze e 102 brigate (49 a cavallo e 53 a piedi), con 27 ufficiali
(inclusi 4 quartiermastri di compagnia), 612 sottufficiali e gendarmi e 294 cavalli
di truppa, per un costo annuo di 130.917 ducati (= 568.625 franchi) solo per il
soldo.

      il 7 giugno il re scrisse a napoleone di aver passato in rivista il primo
nucleo della gendarmeria e che in mattinata le “cinque” (sic) compagnie erano
partite per le loro destinazioni. intanto il 4 giugno Gentile era stato nominato
colonnello e i connazionali tironi (turoni) e Bonelli capisquadrone della 1a
legione (napoli): corso era anche il capitano (Cristiani) della 1a compagnia prov-
visoria impiegata in Basilicata. il 10 giugno seguirono le nomine dei quadri
superiori della seconda legione, colonnello il calabrese Luigi amato di
amantea, capisquadrone i francesi Seigneuret e Dubieuf [amato, già nel 1798
colonnello del regina fanteria allo scontro di torre di Palme, patriota del 1799
ed esule in francia, era rientrato nel 1806 quale capo di stato maggiore della
Divisione Verdier, poi comandante di Cosenza e membro della commissione di
verifica degli ufficiali patrioti].

e. La legge n. 120 del 24 luglio 1806

      L’organizzazione definitiva fu approvata con legge n. 120 del 24 luglio,
«après de mûres discussions dans (le) conseil d’état», secondo il rapporto del
ministro della guerra mathieu Dumas del 12 settembre, il quale aggiungeva che
era stato lo stesso re a fissare l’oggetto delle discussioni, prendendo «le parti le
plus conforme à la centralisation du pouvoir et à l’esprit de son gouvernement». La scelta era
stata infatti di recepire integralmente, con minimi adattamenti, la legge fonda-
mentale francese del 17 aprile 1798 (la n. 1805 del 28 germile Vi), «avec cette dif-
férence essentielle que le commandement de la gendarmerie napolitaine n’est point réuni et con-
centré entre les mains d’un général et que ce corps, selon l’esprit de son institution est laissé

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