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LA GENDARMERIA REALE NAPOLETANA
rimpiazzati solo «quando le circostanze permetteranno di fare un’ottima scelta,
e dopo gli ordini, che noi avremo dato a tal effetto». in mancanza di dati sulle
dimensioni dell’epurazione, si può tuttavia supporre che sia stata in parte com-
pensata da nuovi trasferimenti dalla linea: induce a pensarlo la modesta entità
della diminuzione verificatasi dopo il decreto, appena il 6 per cento, dai 1.351
effettivi del 9 aprile ai 1.269 (61 ufficiali) di novembre, di cui 590 provenienti
dai corpi di linea francesi: 312 erano anche montati, e ciò spiega l’aumento dei
cavalli da 120 a 505.
non era però gente idonea. «Je ne dois pas cacher à Vôtre Majesté - scriveva il
re il 21 agosto, da Castellammare - que je n’ai pas pu parvenir à former une bonne gen-
darmerie; elle est en grande partie formée de Napolitains, Polonais, et peu de Français: peux
ont les qualités requises. Le général Radet a trop désiré de vite completer ses cadres; il a pris,
à la vérité, ce qu’il y avait de mieux; mais ce mieux n’est pas en général bon. Il faudrait que
V. M. voulût bien faire passer à mon service un escadron tout formé qui servirait de modèle
aux autres, et servirait beaucoup à former l’esprit de cette arme».
malgrado l’epurazione dell’estate, il corpo, e in particolare la 2a legione
operante sulla linea strategica Salerno-Catanzaro, continuava ad avere molti
militari privi delle qualità necessarie al servizio, o forestieri che non conosceva-
no la lingua. Costoro non potevano però essere sostituiti attingendo ai reggi-
menti napoletani, perché questi, essendo di nuova formazione, non avevano
abbastanza soldati scelti per completare la gendarmeria. Ciononostante, si deci-
se di procedere comunque all’epurazione, destinando la gendarmeria unicamen-
te alla sicurezza delle strade e al contrasto del brigantaggio e restituendo le fun-
zioni di polizia giudiziaria e servizio straordinario a favore delle autorità civili ai
vecchi armigeri, ribattezzati “gendarmi ausiliari” e riordinati in compagnie pro-
vinciali (decreto del 23 novembre 1807), come meglio diremo più oltre (nel §.
C di questo capitolo).
in poche settimane fu epurato il 36 per cento dei sottufficiali e gendarmi
(431 su 1.208) e il 18 per cento degli ufficiali (11 su 61): al 31 dicembre ne resta-
vano 777 e 50, con 366 cavalli (-139=-27%). Con decreto n. 20 del 5 gennaio
1808 da Venafro, le due legioni di gendarmeria reale furono perciò contratte ad
una sola, su 4 squadroni e 136 brigate (71 a cavallo e 66 a piedi), con un orga-
nico appena superiore all’effettivo residuo.
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