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LA GENDARMERIA REALE NAPOLETANA

dini, fu reclutata in prevalenza nella “forza armata”, assorbendo circa un terzo
dei veterani delle vecchie legioni cisalpine del 1797-99 e della legione italica del
1800.

b. Caratteri originari della gendarmeria napoletana

      Costituita cinque anni più tardi, mentre si era da poco conclusa la riforma
delle gendarmerie ligure e parmense (riunite dal generale Buquet a formare la
28a legione imperiale) ed era in corso quella della gendarmeria italiana da parte
di una missione tecnica francese guidata da radet, anche la gendarmeria napo-
letana fu reclutata fra i militari di carriera. non però esclusivamente fra i nazio-
nali, com’era prescritto per la gendarmeria italiana, ma in genere tra i reggimenti
dell’Armée de Naples, e soprattutto fra quelli francesi ed esteri, come si stava
facendo anche per la guardia del nuovo re Giuseppe.

      il largo ricorso a militari stranieri nella prima formazione del corpo non
dipese da una scelta di principio: piuttosto dalla difficoltà di trovare, tra i militari
borbonici passati al servizio francese, persone idonee al servizio di gendarme-
ria. in origine si era pensato di attingere all’unico corpo passato quasi in blocco
al servizio francese, che era proprio specializzato in compiti di polizia e abba-
stanza efficiente. tuttavia questo corpo, che in origine faceva servizio in aree
impervie con compiti in parte simili a quelli della gendarmeria francese, da alcu-
ni anni era addetto alla polizia della capitale, tanto da aver mutato il nome di
“fucilieri di montagna” in quello di “fucilieri di città”(3): era dunque, da un lato,
poco idoneo e anche refrattario al servizio nelle campagne e, dall’altro lato, indi-
spensabile a napoli.

      in astratto, una polizia in larga misura composta da stranieri incute più
timore alla popolazione, ma ha maggiore difficoltà a tenerla sotto controllo
capillare. in concreto l’inconveniente era attenuato dal fatto che l’Armée de Naples
non solo contava una brigata italiana e un battaglione ligure, ma aveva robuste
aliquote di italiani (specie piemontesi) anche nei reggimenti francesi, nonché la
legione corsa, che comprendeva molti elementi rodati da cinque anni di servizio
di pubblica sicurezza contro il brigantaggio e la resistenza paolista nell’isola.

(3) - Vedi Le Due Sicilie nelle guerre napoleoniche, i, pagg. 272-80.

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