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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Connazionali del re e di Saliceti, futuro ministro della guerra e polizia, i
corsi avevano il vantaggio non solo di parlare una lingua simile ai dialetti del
regno, ma soprattutto di condividere, più ancora degli italiani settentrionali, la
stessa mentalità dell’ambiente sociale in cui dovevano operare e dal quale erano
- essi soli - veramente temuti e rispettati. in seguito il corpo fu integrato da ele-
menti nazionali (in particolare calabresi) selezionati politicamente tra i nemici
del vecchio regime, ma conservò una forte componente corsa, indebolita solo
nel 1809 dalla disgrazia di Saliceti e dalla riorganizzazione attuata da murat.
furono inoltre arruolati dei polacchi, che un lungo soggiorno in italia e l’innato
talento per le lingue facevano ritenere più adatti dei francesi.
c. La prima formazione della gendarmeria napoletana (marzo 1806)
Proprio un corso, il colonnello Vincenzo (Gian Giacomo?) avogari de
Gentile, fu il primo organizzatore e comandante della gendarmeria napoletana.
radet l’aveva preso con sé nel 1800, quando comandava la legione di avignone,
e Gentile l’aveva accompagnato anche nella missione a milano. Giuseppe
Bonaparte e Saliceti preferivano il connazionale al generale, noto per atteggia-
menti cospiratori e velleità politiche, di cui aveva dato prova anche con masséna
quando, sei mesi prima, il maresciallo era arrivato a milano per comandare
l’armée d’italie. il 18 febbraio 1806 Giuseppe richiese infatti Gentile per orga-
nizzare una legione anche a napoli, ma l’imperatore gli rispose il 2 marzo, annun-
ciandogli invece il prossimo arrivo di radet. il 3 marzo il luogotenente istituì un
“corpo di gendarmeria a piedi”, organizzato con determinazione del 10 marzo su
2 squadroni, 5 compagnie (le legioni francesi ne contavano 4), 10 tenenze e 60
brigate. in tutto 17 ufficiali e 360 sottufficiali e gendarmi, per metà da reclutarsi
fra le truppe francesi e i napoletani che avevano servito nelle armate imperiali,
inquadrati da 30 fucilieri di città scelti dal loro comandante, Gaetano Vairo, tra-
sferito alla gendarmeria col grado di caposquadrone assieme al capobattaglione
corso angelo ognissanti Bonelli. Dalla legione corsa provenivano anche i capita-
ni delle compagnie 1a e 5a (Cristiani e Giovanni Carabelli). La 3a fu attribuita al
francese Barthélémy, lasciando vacanti gli altri due posti. La prima compagnia,
costituita a Salerno con 1 ufficiale e 50 uomini, fu subito distaccata in Calabria.
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