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TRIBUNA DI STORIA MILITARE

f. Il rapporto Desvernois sulla gendarmeria ausiliaria (aprile 1808)

      Come accennato, nell’aprile 1808 Desvernois inviò dal comando di
Lagonegro un rapporto durissimo contro la gendarmeria reale. il testo fu però
rimaneggiato nell’edizione delle sue memorie curata da orlof, in modo da farlo
apparire diretto unicamente contro la gendarmeria ausiliaria: «ce corps de nouvelle
formation qui prétend ne dépendre que des intendants, sous-intendants et des gouverneurs
civils, espèces de commissaires de police, a un personnel généralement mal composé, qu’il faut
surveiller avec soin; leurs officiers sont, pour la plupart, des gens tarés. Ces hommes servent et
attisent les haines particulières des habitants entre eux et y perpétuent cette esprit de dénigre-
ment et de dénontiation qui tend à les isoler et les pousse à se défier les uns des autres. Ce sont
des mouchards, des hommes perturbateurs du repos des familles et de la tranquillité publique;
je les signale comme dangereux».

g. La gendarmeria ausiliaria (decreto n. 303 del 3 marzo 1809)

      il giudizio di Desvernois aveva un oggettivo fondamento, o quanto meno
corrispondeva all’opinione non solo dei militari, ma anche della popolazione e
dello stesso governo. L’intendenza del Principato Citra ricordava, in agosto e
settembre, che agli armigeri in servizio fuori distretto spettava la razione viveri
e quella di pane a 18 centesimi (o 4 grana) e sollecitava i comuni ritardatari a
predisporre gli alloggi per gli armigeri di scorta ai procacci, ma specificava che
potevano girare armati solo con il permesso del comando militare superiore.
Una circolare del ministro di polizia alle autorità locali, del 24 settembre 1808,
ribadiva che gli armigeri, ora divenuti gendarmi, dovevano essere rispettati. il
corpo doveva, «col suo contegno, (far) scordare la sua antica abiezione». Perciò
il ministro vietava tassativamente di impiegarli in servizi «vili e indegni della
natura militare», come servitori della linea, servitori dietro le carrozze dei supe-
riori, ordinanze in casa dei governatori.

      Proprio questo tipo di favori spiega però l’interesse delle autorità locali al
mantenimento degli armigeri e le resistenze ad una loro drastica epurazione. La
relazione ministeriale del 1° settembre 1808 al nuovo re, dava un’immagine
positiva degli «armiggeri, qui pour la plupart appartenaient aux anciens Barons»: con

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