Page 251 - Rassegna 2017-1_4
P. 251

LA GENDARMERIA REALE NAPOLETANA

dai gendarmi ausiliari, ma per due terzi da volontari presi nelle legioni provin-
ciali su proposta dell’intendente e per un terzo da militari di linea inetti alle fati-
che di guerra. Quanto gli ausiliari, la circolare ci informa che fino a quel
momento erano stati “più volte impiegati per completare le diverse compagnie
delle guardie provinciali”, e che il re aveva deciso di destinarli d’ora innanzi sol-
tanto al potenziamento della forza armata di finanza (guardia dei dazi indiretti).
nel corso del 1811 gli ausiliari persero altri 329 uomini (19 montati) e ancora
713 (66 montati) nel 1812 e nei primi sette mesi del 1813, raggiungendo, al 1°
agosto, un effettivo di 1.357 (34 ufficiali e 67 montati), pari ad appena il 35 per
cento dell’organico originario.

      Le compagnie provinciali furono effettivamente costituite solo nel corso
del 1811. a napoli, dove non c’erano ausiliari, la compagnia fu reclutata, in
virtù del decreto n. 817 del 10 dicembre 1810, fra gli ex-fucilieri di città (“pro-
venienti dal 2° reggimento di fanteria leggera che attualmente fanno parte del
3° battaglione del reggimento municipale”), e, anche per questo, aumentata a
400 uomini con decreto n. 903 del 19 febbraio. Per quanto riguarda le altre tre-
dici, un avis ministeriale agli intendenti, del 23 gennaio, raccomandava di accet-
tare solo “hommes de bonne volonté”: potevano essere ammessi anche giovani
soggetti alla leva, purché non sorteggiati e a condizione che il contingente pro-
vinciale fosse già stato completato. Con decreto n. 102 del 7 febbraio i ministri
dell’interno e delle finanze furono incaricati di individuare gli edifici comunali
e demaniali da adibire a caserme dei soldati provinciali. Con decisione reale del
15 maggio furono concessi a tali compagnie 92 figli di truppa: 10 a quelle di 1a
classe, 6 e 4 a quelle delle altre due classi. il 21 settembre il ministro rimetteva
i modelli per lo stato di situazione e il 30 ottobre prescriveva agli intendenti e
ai comandanti provinciali di attenersi ai regolamenti militari per l’impiego delle
compagnie, che al 31 dicembre avevano sì tutti gli ufficiali (56), ma meno dei
due terzi dei sottufficiali e truppa (1.535 effettivi e 879 mancanti al completo).
inoltre sembra che siano state completate più che da veterani, da giovani reclu-
te, proclivi anche alla diserzione: con decreto n. 1219 del 23 gennaio 1812 si
adottò un atto di clemenza nei confronti dei disertori dalle compagnie provin-
ciali che avessero meno di sei mesi di servizio militare, incluso quello prestato
in precedenza nella linea, guardia reale o gendarmeria: costoro erano puniti in

                                                                                     249
   246   247   248   249   250   251   252   253   254   255   256