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LA GENDARMERIA REALE NAPOLETANA
conto al ministro della guerra. Del pari poteva rifiutare le richieste d’impiego
delle autorità civili o giudiziarie, dandone motivata informazione ad esse e al
ministro competente. Gli ufficiali delle compagnie davano avviso all’intendente
(e, a loro discrezione, anche al ministro della guerra) degli abusi riscontrati nel-
l’esercizio delle loro funzioni. in caso d’impiego nel servizio di piazza le com-
pagnie passavano sotto gli ordini del comando militare, soggette alla stessa
disciplina: gli ufficiali prendevano rango alla sinistra della linea e, a parità di
grado, erano comandati dagli ufficiali o sottufficiali di queste ultime.
Gli ufficiali erano nominati dal re su proposta del ministro della guerra e
scelti di preferenza tra quelli della gendarmeria ausiliaria o di linea in ritiro o
riforma, di grado pari o inferiore a quello da ricoprire. i sottufficiali e i soldati
erano scelti dall’intendente tra i gendarmi ausiliari non adatti al servizio nella
gendarmeria reale, i militari di linea in ritiro o inabili alle fatiche di guerra e i
congedati residenti nella provincia con 5 anni di servizio militare. ai militari di
truppa competeva il trattamento della fanteria di linea, agli ufficiali uno inferio-
re e senza indennità d’alloggio e foraggio, sempre cumulabili però con il tratta-
mento di ritiro o riforma e salvo il supplemento per il pernotto fuori sede. Le
masse di compagnia (determinate con decreto n. 1103 del 17 ottobre 1811 per
un importo annuo pro capite di ducati 30:26) erano amministrate dal consiglio
di compagnia con richieste dirette agli appaltatori dei viveri e dei letti e agli
ospedali civili convenzionati, sotto l’ispezione del colonnello di gendarmeria e
dell’ispettore alle riviste secondo il regolamento generale per i reparti isolati.
L’intendente poteva tuttavia impiegare indistintamente i fondi provenienti dalle
differenti masse per tutte le spese della compagnia.
Le compagnie avevano organici di 210, 160 o 120 uomini a seconda delle pro-
vince, inclusi, oltre al sergente maggiore e al foriere, 5, 4 o 3 ufficiali, 5, 3 o 2 tam-
buri e 6, 5 o 4 squadre di 33, 30 o 28 uomini inclusi 1 sergente e 2 caporali. Quelle
di 1a classe avevano, oltre al capitano, un capitano in 2°, quelle di 1a e 2a due sotto-
tenenti invece di uno e quelle di 2a e 3a anche un soldato di riserva. erano di 1a classe
le compagnie provinciali di napoli, Capua, Salerno e reggio, di 2a quelle di avellino,
matera, Cosenza, foggia, Bari e Lecce e di 3a quelle dell’aquila, teramo, Chieti e
Campobasso, per un totale di 2.280 uomini, inclusi 56 ufficiali, e un onere annuo
fisso di circa 125.000 ducati, senza contare il trattamento di marcia.
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