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CARABINIERI INTERNATI NEI LAGER DEL TERZO REICH

tra il tempo di viaggio e il rifornimento di acqua e viveri, con molti effetti letali;
generale è anche il benvenuto di spoliazione all’arrivo nei lager, e lo è il regime
omicida dei campi, dove tutto congiura per insidiare la salute e i carcerieri gareg-
giano in brutalità, villania e volontà di persecuzione che concludono spesso in
veri e propri assassinii per motivi così futili o assurdi da risultare imprevedibili.

      Il colonnello Porciani riferisce della morte del suo pari grado dei bersaglie-
ri Attilio Riva, uscito nottetempo per recarsi alla ritirata, a pochi passi dalla
quale una sentinella gli spara una fucilata e impedisce poi di soccorrerlo; affer-
ma poi che “il trattamento usato dai tedeschi agli ufficiali italiani fu studiata-
mente inumano, bestiale, inteso a sfogare un odio atavico e di razza, a uccidere
la loro personalità morale, a minare il loro fisico”, come pure a distruggere ogni
forma di rispetto, suscitando e alimentando nella truppa avversione e odio con-
tro gli ufficiali. Il colonnello Montuoro ricorda i casi dolorosi dei maggiori
Alessandro Maggiorelli - deceduto a Czestokowa e sepolto in mezzo a migliaia
di russi, i soli trattati peggio degli italiani - e

       ... del maggiore PECCERILLO Francesco, che, per quanto
        affetto da grave malattia di cuore, che metteva in con-
         tinuo pericolo la sua vita, resistette ad ogni lusinga
         e non volle mai firmare quella adesione alla repubblica
        fascista, che la perfidia disonorevole dei tedeschi e
      degli italiani rinnegati in camicia nera pretendeva
       anche per gli ammalati che desiderassero rimpatriare.
        In febbraio, trasferiti a questo campo, lo lasciammo,
        con una stretta al cuore, nell’ospedaletto,miseramente
       attrezzato del campo di Norimberga (stralcio delle rela-
       zioni e promemoria del Col. Montuoro Vittorio, pag. 6).

      Ma nel panorama dei lager Montuoro non scorge solo amarezza e dolore:
“Ho l’orgoglio e la soddisfazione di affermare che gli ufficiali dell’Arma, anche
se dolorose defezioni e qualche tentennamento si sono verificati nel lungo tra-
vaglio, nella loro grande maggioranza hanno dato esempio non solo di fedeltà,
ma anche di correttezza e di resistenza agli effetti dissolventi della prigionia”(9).

(9) - ACC, busta 1167, fasc. 7: va rammentato che nell’estate 1944 l’Arma fu sciolta e che i suoi uomini avreb-
      bero dovuto passare alla Guardia Nazionale Repubblicana, ma che in realtà furono deportati in massa.
      PORCIANI, cit., pagg. 2-7 e 39; MONTUORO, cit., pagg. 5-6; MARCOTULLIO, ACC, busta 1167, fasc. 2.

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