Page 208 - Rassegna 2017-1_4
P. 208
TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Ogni testimonianza contiene un distillato di sofferenza, ma anche di fermezza,
come quella che spira dallo scritto del Carabiniere a piedi Giuseppe Fidardi (?),
sofferente di ernia per gli sforzi fisici cui è costretto: sebbene consapevole che
la fame ha già debilitato pericolosamente il suo organismo, “ripetutamente invi-
tato ad aderire al pseudo governo repubblicano con lusinghe e promesse di rim-
patrio, ho sempre rifiutato”(11).
Una resistenza così inflessibile stupisce i tedeschi.
Le motivazioni vanno riconosciute nel sentimento dell’onore militare,
nella dignità della persona umana, nel rifiuto di tradire il giuramento prestato:
tutti sanno della fuga del re, ma sanno pure che il Regno d’Italia - il loro Paese
- è in guerra con la Germania e si conducono di conseguenza.
Tutte le altre ragioni, l’orgoglio nazionale, l’ancoraggio alla fede, i richiami
risorgimentali, la stessa avversione ai tedeschi, vengono solo dopo a rafforzare
la convinzione indomabile che la contingenza storica esige solo il “NO”, senza
se e senza ma.
La presenza dei Carabinieri, portatori di tradizioni secolari di fedeltà, raf-
forza l’intransigenza del rifiuto di cedere che accomuna un numero così grande
di persone diverse tra loro ma unite nel credere che quella risposta sia la sola
possibile.
Quando Mario Piccione, figlio di un colonnello dei Carabinieri, è depor-
tato sul Baltico con gli indumenti estivi, si ammala di polmonite ed è aggredito
dalla “fame terribile e distruttiva” del lager, nessuna lusinga di cure o di cibo gli
strapperà il consenso all’opzione perché sin da bambino l’aria di famiglia lo
rende “testardamente fedele alla Patria, alla Bandiera, all’Esercito e al Re, che
allora era il comandante supremo”.
E il maresciallo Pecorini, che sarà magari un po’ lamentoso nel suo dia-
rio, neanche si sogna di porre in discussione il proprio rifiuto che lo porta in
non giovane età e salute cagionevole al lavoro di facchino nello scalo di
Brema.
(11) - Vedi OMETTO, TOTARO, FIDARDI, BORTOLOTTI, TONELLI e AMORE in ACC, busta 1167, fasc. 2,
7 e 9; Pecorini, cit., 22 novembre 1943: nelle sue note il maresciallo non parla mai dell’adesione
alla RSI, come se il problema neanche esistesse, però è evidente che non ha optato e mai opterà
perché ritornerà in Italia solo nel settembre 1945; cfr per PICCIONE, Le ragioni del NO dei militari
italiani nei campi nazisti, a cura di A. M. CASAVOLA e M. TRIONFI, Roma, 2009, pagg. 41-42.
206

