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CARABINIERI INTERNATI NEI LAGER DEL TERZO REICH

con la variante che questi intrugli sono più puliti, meglio conditi e più curati
della sbobba tedesca. Per consumarla non basta l’appetito. Bisogna sentire la
fame”.

      Nei diari talvolta la parola fame è ripetuta tre volte in un crescendo esa-
sperato; è compagna indivisibile del maresciallo maggiore dei CC RR Luciano
Pecorini, che il 17 ottobre 1943 la scrive in tutte maiuscole nel diario, e sebbe-
ne diminuisca di peso due chili al mese, a partire dal 21 dicembre si impone la
rinuncia a qualche piccolo pezzo di pane per imbandirsi il pranzo di Natale; il
Ditta incontra “scheletri ambulanti” e “ombre che camminano” nello Stalag
VI - D; la “mancanza di vitamine produce in molti una strana malattia: il gon-
fiore delle gambe, del viso, del ventre, dei genitali”, non sa come chiamarla, ma
sa “che di questa si muore”, specie quando si finisce in infermeria, un’antica-
mera della morte priva di tutto; otto giorni prima della Pasqua 1944 il
Carabiniere Visconti tenta di “acquistare un po’ di bietole da bestie tanto per
confondere un po’ la fame”, ma un civile tedesco lo vede e lo denuncia, così il
carabiniere lavorerà anche il giorno di Pasqua, ma sarà ricompensato perché
frugando nell’immondizia troverà una rapa e mezza, che divorerà “bella
cruda”.

      Con questa dieta è “incredibile il numero degli infortuni sul lavoro” e ine-
vitabile l’aumento del tasso di mortalità, come può testimoniare lo stesso
Visconti il quale, in ospedale per una ricaduta di malaria, vede ogni mattina pas-
sare davanti alla finestra un trattore “che trascinava un rimorchio carico di cada-
veri italiani e russi”, destinati ad essere rovesciati alla rinfusa in una fossa comu-
ne e ricoperti di calce(7).

(7) - PORCIANI, cit, pagg. 3-4; V. MONTUORO, Promemoria riservato personale a S.E. il Comandante
      Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali, da Gross Hesepe, circolo di Meppen, 31 maggio
      1945, ACC, busta 104, fasc. 3, pagg. 3-4; DITTA, cit., pagg. 30-33; tenente cappellano G.
      Visendaz, diario, AUSSME (Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito,
      Roma), Diari storici, busta 3039, fasc. 1; G. PECORINI, Diario della prigionia in Germania, Archivio
      ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati, Roma), 21 dicembre 1943; VISCONTI, cit., pagg.
      7-11. Promemoria del cappellano, L. PASA, ASV (Archivio Segreto Vaticano, Città del Vaticano),
      busta 520, fasc. 99. Il Rapporto della Commissione, ecc., cit., pag. 145, riconosce nella fame e nella
      malnutrizione il problema centrale degli internati: “La paura di perdere il controllo a causa
      dell’irrefrenabile impulso procurarsi qualcosa di commestibile è un ricordo indelebile nella
      mente di molti detenuti”.

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