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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
a cura della Società Italiana di Storia Militare
Prof. Mariano GABRIELE
Presidente Onorario della Società Italiana di Storia
Militare, già Docente di Storia e Politica Navale e
Direttore Generale presso il Ministero del Bilancio e
della Programmazione Economica
Carabinieri internati nei lager del Terzo Reich
È noto come l’operazione Achse, pianificata da tempo e accuratamente
eseguita all’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943, procuri alla
Wermacht la sua ultima vittoria: il disarmo e la cattura dei militari italiani, già
definiti “schiavi” nei rapporti di alcune unità germaniche: quando i prigionieri
raggiungono i lager del Terzo Reich si rendono conto che quel termine non è
esagerato(1).
(1) - Per tutta la questione cfr G. SCHREIBER, I militari italiani internati nei campi di concentramento del
Terzo Reich 1943-1945, Roma, 1997, pagg. 114-306. Qualche tentativo di resistenza costa la
vita ad almeno 26mila italiani e punizioni estreme ai sopravvissuti. Va ricordato poi che molte
aberrazioni realizzate durante il nazismo hanno radici ideologiche più lontane. All’inizio del
secolo XX, ad esempio, il prof. Ernst Hasse dell’Università di Lipsia teorizza che il “popolo
tedesco dei signori” deve essere servito da uomini di razza inferiore: sono citati i Polacchi, i
Cechi, gli Ebrei, gli Italiani e i Cinesi, cui spetta la condizione di iloti; a questi lavoratori
andranno i lavori manuali inferiori, mentre solo i tedeschi avranno diritti politici, serviranno
nell’Esercito e nella Marina, saranno padroni di terre, come si conviene a un popolo di signo-
ri. Cfr A. J. KAMINSKI, Les camps de concentration nazis, phénomès social et économique, in Cahiers
Internationaux de la Résistence, luglio 1960, pagg. 15-29.
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