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LA POLITICA IN TEMA DI MIGRAZIONE NELLA GIURISPRUDENZA
                        DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA

quale vengono descritti i processi organizzativi per affrontare l’emergenza
migratoria, la cui attivazione richiedeva la destinazione di nuove e ulteriori risor-
se e la costituzione di nuove strutture idonee alla realizzazione di tutte le fasi di
accoglienza, identificazione ed esame delle richieste di protezione internazionale.
Il piano ha ridisegnato l’intero sistema operativo dei processi di preidentificazio-
ne e foto-segnalamento, di accoglienza e di valutazione delle richieste di asilo.

      Le misure previste sono dirette a canalizzare gli arrivi in una serie di porti
di sbarco selezionati, nei quali allestire apposite strutture, gli hotspot, dove ven-
gono effettuate, con il supporto delle agenzie europee (EASO e Frontex) e
dell’UNHCR, nei tempi più brevi possibili, le operazioni di prima assistenza
sanitaria e di pre-identificazione e conseguente individuazione degli stranieri
che chiedono asilo e vengono immediatamente trasferiti nei centri di prima
accoglienza. La procedura di ricollocazione costituiva, dunque, l’unico rimedio
idoneo a fronteggiare efficacemente la emergenza migratoria e conseguire in
questo modo gli obiettivi di cui all’articolo 78, paragrafo 3, TFUE.

      Analogo ricorso è stato proposto dalla Slovenia (causa C-645/15).
      Anche in questa causa il Governo italiano si è costituito nel giudizio pro-
ponendo intervento adesivo alla posizione del Consiglio, svolgendo analoghe
considerazioni; sottolineando anche come la (stessa) decisione impugnata non
costituisca ulteriore attuazione delle conclusioni del Consiglio europeo del 25 e
26 giugno 2015 (a cui aveva fatto seguito, esaustivamente, la citata decisione
(UE) 2015/1523), ma risponde a una nuova emergenza venutasi a determinare
nei mesi successivi a quelli nei quali si sono verificati gli eventi che hanno con-
dotto alla decisione (Ue) 2015/1523.
      Nel considerando n. 12 della decisione impugnata il Consiglio ha espres-
samente evidenziato che nei mesi successivi alla riunione del 25 e 26 giugno del
Consiglio europeo si è verificato un sensibile aggravarsi della pressione migra-
toria alle frontiere esterne meridionali marittime e terrestri dell’Unione.
      In particolare, con specifico riguardo all’Italia, nel periodo successivo al
Consiglio Europeo del 25 e 26 giugno, almeno alla data del 9 settembre (in cui
è stata presentata la proposta sulla base della quale è stata adottata la decisione
oggetto del ricorso), si era verificato un afflusso di poco meno di 56 mila irre-
golari, che si sono andati ad aggiungere ai circa 66 mila migranti sbarcati tra il

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