Page 232 - Rassegna 2-2016
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ERGASTOLO PER OMICIDIO IN RITO ABBREVIATO
letto con un sistema che ha creato una situazione intollerabile già per una persona
sana, ma certamente ed inevitabilmente nefasta se attuata su tale fragilissimo sogget-
to, avrebbe avuto esito mortali.
la crudeltà estrema è stata la certa ed indiscutibile percezione della lunga agonia, in
una sorte di continua alternanza tra “percezione della morte / sollievo” e poi d’accapo
in uno strazio continuo e la loro imperdonabile indifferenza rispetto a questo stato dina-
mico dell’azione che poi alla fine poteva essere interrotta… (ed in tale contesto questo
Giudice continua a chiedersi dove trovare un solo spunto per poter concedere le atte-
nuanti generiche a soggetti che hanno agito in tale modo, salvo voler applicare formule
“di stile” senza alcun collegamento con la realtà delle cose concrete).
dunque, si ritiene che non esiste una “dosimetria differenziata” tra le varie responsa-
bilità soggettive, ma ciascuno dei due attuali prevenuti ha dato il suo contributo per il
realizzarsi di questa azione delittuosa e dunque devono essere considerati dolosa-
mente complici allo stesso livello, perché ogni contributo deve essere considerato
come un tassello di un nefasto puzzle che non si poteva comporre senza l’apporto di
ciascuno; ciascuno ha inserito il suo tassello in questa geografia operativa ed ognuno
che inseriva il proprio tassello sapeva cosa stava componendo. e questo è un agire
tipico di questa nuova forma di criminalità predatoria sanguinaria che va ben esamina-
ta e percepita nella sua interezza perché - poi - ogni singolo soggetto agente in questo
contesto opera secondo protocolli comuni uniti da un “franchising criminale predatorio”
che uniforma questa tipologia di azioni. appare opportuno - ai fini della completa rico-
struzione dei fatti e delle personalità e dello stile di vita - contestualizzare questa spe-
cifica azione delittuosa nello scenario più generale di questa nuova emergente forma
di pericolosissima criminalità predatoria del quale i prevenuti attuali sono parte inte-
grante.
il nuovo “franchising criminale predatorio” del quale gli attuali prevenuti sono soggetti attivi
nell’arco di questi ultimi anni abbiamo visto una storia di illegalità predatoria in rapidis-
sima evoluzione, soprattutto a causa delle variabili introdotte da soggetti stranieri con
geometrie comportamentali inaspettate.
Questo - oltre al resto - ha generato un “franchising criminale predatorio” molto diffuso
su tutto il territorio nazionale. la fisionomia dei crimini predatori è in rapida evoluzione
e con fatica la nostra azione, con un “jet lag” culturale e politico che ci fa soffrire di un
“mal di fuso” cronico e storico rispetto alla velocità di viaggio di chi delinque, non riesce
ancora a cogliere gli aspetti salienti di questa abile flessibilità delinquenziale che
garantisce sempre più rinnovati ed inaccessibili forme di pianificazione delle strategie
illegali a diversi livelli.
emergono - progressivamente - nuove forme delinquenziali predatorie “aggregate” tra
più persone, ma non ancora connesse in gran parte dei casi a forme di malavita orga-
nizzata - che trasformano le originarie endogene violazione contro il patrimonio privato
puntiformi in veri e propri crimini predatori (spesso sanguinari come nel caso di specie)
di vastissima portata ed unite da fisiologie comuni e condivise (anche a livello cultura-
le) e dalle conseguenze drammatiche per la sicurezza ed incolumità pubblica.
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