Page 227 - Rassegna 2-2016
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GIURISPRUDENZA

Per quanto qui rilevante si precisa sin d’ora che risulterà dagli atti come i tre si siano
poi recati a casa del Kkkkk ove avrebbero consumato il pranzo insieme ai familiari del
Kkkkk, a tale Jjjjj ed a una donna bionda che successivamente sarebbe stata identifi-
cata in Ggggg, collaboratrice familiare del figlio del defunto ddddd.
successivamente, verso le ore 13,40, l’auto con targa rumena era individuata ferma in
un parcheggio con il motore acceso ed a bordo uno solo dei tre rumeni, in atteggia-
mento palesemente nervoso e guardingo. insospettiti ulteriormente da tale circostanza
i militari operanti si appostavano in attesa del prevedibile ritorno degli altri due giovani
che venivano infatti notati dopo circa 10 minuti uscire dal portone di ingresso sito al
civico n. 1 e dirigersi frettolosamente verso la macchina; uno dei due giovani veniva
notato tenere una mano in tasca.
costoro risalivano sull’autovettura che accennava a muoversi allorché veniva bloccata
dagli operanti i quali procedevano al fermo dei tre occupanti e dalla perquisizione effet-
tuata nell’immediatezza risultava come uno dei tre, il Yyyyy, avesse in tasca oggetti
d’oro, presumibilmente provento di furto.
apparendo quindi chiara la provenienza illecita dei preziosi i militari si dirigevano verso
la palazzina dalla quale avevano visto uscire i due giovani ed interpellavano una
donna, tale mmmmm, che risiede al piano terreno dello stabile, la quale escludeva di
aver subito un furto ma segnalava come ai piani superiori dell’edificio, raggiungibili da
altro ingresso, vi fossero due appartamenti, dei quali uno le risultava vuoto e l’altro
occupato da una coppia di anziani.
raggiunto l’ingresso loro indicato i carabinieri constatavano come dall’appartamento
sito al secondo piano provenissero dei lamenti e quindi, sfondata la porta di ingresso,
rinvenivano nella stanza antistante una anziana donna, imbavagliata con dello scotch
e legata con delle corde in modo tale da essere praticamente incaprettata, che veniva
immediatamente liberata mentre nella camera da letto dell’appartamento, messo com-
pletamente a soqquadro, rinvenivano il corpo ormai senza vita di ddddd, giacente in
posizione prona sul letto, con il viso affondato nel piumone che lo ricopriva e le mani
legate dietro la schiena, posto di traverso rispetto alla posizione naturale ed in modo
tale per cui le gambe ed i piedi non potevano toccare il pavimento.
constatato che per il ddddd non vi era più nulla da fare veniva allertato il 118 che inter-
veniva per le cure necessarie alla donna, identificata nella costituita parte civile Ppppp,
e constatava la morte del ddddd. successivamente sul posto veniva convocato dal
P.m. che eseguiva una ricognizione esterna del cadavere (le relative operazioni sono
documentate fotograficamente nel fascicolo) e nei giorni successivi procedeva all’esa-
me autoptico dai cui esiti emergeva come la causa della morte fosse da individuare
principalmente nella posizione fatta assumere all’uomo, sofferente di varie patologie
che gli rendevano tra l’altro difficoltosi i movimenti, costretto con il viso immerso nel
piumone del letto e quindi comunque ostacolato nella respirazione soprattutto dal piu-
mone stesso ma anche da una dentiera che si era distaccata ed in misura maggiore
dal rigurgito di materiale alimentare. stimava che la morte fosse sopraggiunta nell’arco
di circa 10/15 minuti, e quindi di un lasso di tempo apprezzabilmente lungo.
nell’immediatezza dei fatti il Yyyyy rendeva spontanee dichiarazioni nelle quali ammet-
teva le proprie responsabilità in ordine alla rapina e dichiarava come il colpo fosse

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