Page 233 - Rassegna 2-2016
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GIURISPRUDENZA

Una analisi attenta può portarci a percepire che certe cose accadono, certe dinamiche
si attivano (tra cui le “scarcerazioni facili”) perché una delinquenza predatoria (soprat-
tutto di origine straniera) di nuova forma sta da tempo agendo dentro il nostro tessuto
sociale.
oggi alcune dinamiche in materia di reati predatori sono seriali e sistematiche, basate
su una maturazione di esperienza storica diffusa che fornisce supporto ai vari livelli
della delinquenza dislocata sul territorio.
si tratta di un vero e proprio “avviamento aziendale” che costituisce il patrimonio cul-
turale ed operativo di chi delinque nel settore non in modo occasionale, ma sistematico
e continuativo. magari non è un sistema propriamente “organizzato” od “associato”, ma
certamente strutturato e pianificato anche se in modo rudimentale ove la coesione e
interessenza è forte e decisa.
Questa nuova realtà è caratterizzata da “criminali giuridici” che hanno studiato tutto. e
sanno tutto. Hanno esplorato e scandagliato le leggi, con i relativi e connessi “buchi
neri” e gli spazi di manovra, la giurisprudenza (nazionale ma anche locale, soprattutto
sui provvedimenti tipo arresti e sequestri e loro evoluzione), le “tendenze culturali”
interpretative e le “scuole di pensiero” per trarne i punti deboli del sistema, l’architettura
del sistema di vigilanza, le pregresse esperienze negative da evitare e quelle positive
da clonare e replicare. e ne hanno tratto un panorama generale di inquadramento del
settore ove è possibile muoversi con profitto e con bassi rischi. Questi “criminali giuri-
dici”, sfruttano ampliamente buchi neri e maglie procedurali interpretative delle regole
processuali per sfuggire di fatto al sistema giudiziario e continuare a delinquere tran-
quillamente sul territorio come se nulla fosse.
il sistema del “franchising criminale predatorio” è basato su anni ed anni di (preziosi)
studi dei “buchi neri” del nostro sistema giuridico che hanno permesso di individuare
con precisione millimetrica ogni punto debole della nostra legislazione e ogni varco
aperto da elaborazioni giurisprudenziali, orientamenti dottrinari variegati (tra i quali il
presunto ed in realtà inesistente diritto ad attenuanti generiche e beneficio della
sospensione condizionale della pena solo perché formalmente incensurati), “scuole di
pensiero” (tra le quali - ad esempio - lo scambio seriale del cumulo delle pene con il
reato continuato che azzera il principio cardine della certezza della espiazione della
pena cancellando con un colpo di spugna spesso anni ed anni di condanne definitive),
“interpretazioni” strumentali, apatie amministrative (tra le quali - ad esempio - le “resi-
denzialità facili” concesse indebitamente ed illegittimamente da troppi comuni a tali
soggetti, con la conseguenza - seppur non voluta - di agevolare l’esorcizzazione del
pericolo di fuga in sede cautelare…) e cedimenti politici.
Un preziosissimo “avviamento aziendale”, con conseguenti elaborazione di modelli
comportamentali orizzontali che poi, proiettati dalla “casa madre” trasversale in modo
verticale sulle singole e diversificate realtà operative locali, hanno creato una rete di
singole cellule operative illegali che agiscono mutuando - ciascuna per il proprio “busi-
ness” - i criteri del meccanismo generale.
Questa vera e propria “affiliazione commerciale” di tipo criminale predatorio, è una for-
mula di collaborazione tra rudimentale imprenditoria delittuosa per lo sviluppo di veri e
propri servizi seriali illegali ove le singole realtà locali non vogliono partire da zero, e

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