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ERGASTOLO PER OMICIDIO IN RITO ABBREVIATO

preferiscono affiliare la propria “impresa” ad un meccanismo logistico, culturale e com-
portamentale già avviato ed affermato.
Vi è dunque un interscambio di collaborazione che vede da una parte una realtà crimi-
nale nazionale con una formula operativa consolidata e dall’altra una realtà delinquen-
ziale locale (che opera per lo più attraverso il bieco ma fondamentale ed irrinunciabile
ruolo dei “basisti” e dei fornitori di informazioni, logistica e mezzi e strumenti) che ade-
risce a questa formula, con flessibilità anche di veloci scambi territoriali. e’ un dato di
fatto che la stessa banda - in questo contesto di inquadramento generale - è in grado
di operare a distanza di pochi giorni (od addirittura poche ore) in località estremamente
distanti tra loro.
Gli stili di vita improntati al delinquere seriale come una marca, un brand, un marchio.
la “casa madre” trasversale ha operato ormai una esportazione oltre i confini naziona-
li, ma sempre riaffermando il fatto consolidato le “filiazioni” esterne delocalizzate
rispondano a determinati standard. il “franchising criminale predatorio” è un sistema
perfetto che è in grado di funzionare in tutto il Paese ed oltre i confini fino ai paesi esteri
di origine ove parenti, affini ed amici sono pronti a scambiare i ruoli con gli attori primari
“in ritirata” in un turnover continuo.
si tratta di un meccanismo delinquenziale che riconosce nell’aspetto culturale/giuridico
il vero elemento focale. ed ecco perché l’apporto dei basisti e dei fiancheggiatori logi-
stici e culturali appare essenziale. nella attività di impegno di rincorsa verso queste
strategie criminali, il vero nuovo da sciogliere è, in modo sinergico anche se contrario,
proprio quello culturale.
in tal senso nelle principali scuole di polizia nazionali questo concetto e questo quadro
operativo è ormai chiaro ed oggetto di elaborazione di rinnovate strategie investigative,
mentre a livello giurisprudenziale la focalizzazione esatta della natura e portata di que-
sto nuovo fenomeno è ancora labile.
anche le modalità di azione paramilitare sono parte integrante di queste strategie. lo
studio e l’attuazione materiale dell’ingresso nella casa dei due pensionati per cui oggi
è processo e tutte le attività di “manovra” all’interno della casa (ben ricostruite e
descritte nella comunicazione di notizia di reato dei carabinieri) sono da vero e proprio
manuale paramilitare, e se si elabora uno studio verso altri casi similari si nota una uni-
formità di comportamento su tutto il territorio nazionale con strategie sostanzialmente
ogni volta simili. Vi è - dunque - una aggregazione anche comportamentale che fa sì
che tutti questi soggetti, anche a centinaia di chilometri distanza, però appartenenti alla
stessa aggregazione criminale generale, agiscono poi tutti in modo sostanziale allo
stesso modo. si tratta, pertanto, di una vera e propria realtà paramilitare che agisce
ormai sul territorio e che aggredisce con e stili di vita uniformi le vittime nelle case pri-
vate.
Va anche considerando che in questo gigantesco magma criminale che si sta muoven-
do sul nostro territorio molti soggetti particolarmente attivi sono ex mercenari o comun-
que ex militari provenienti da guerre civili o comunque da teatri di conflitto bellico del-
l’est europeo (tale dato spesso si trae, oltre che dalla ricostruzione delle storie perso-
nali, anche da evidenti segni esterni come tatuaggi, taglio di capelli, atteggiamento
comportamentale, ferite evidenti di tipo bellico).

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