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LA CARICA DI PASTRENGO
dal Capitano Angelo Bernardino Morelli di Popolo(5).
Fin dal 1822 il Regolamento Generale aveva affidato ai Carabinieri Reali il
compito di svolgere funzioni di polizia militare in pace e in guerra. Con Regio
Viglietto del 19 marzo 1833 era stato poi emanato un Regolamento di servizio
per le truppe in campagna, che dava sistemazione organica alle attività di polizia
militare affidate ai Carabinieri. Il Regolamento permetteva che il Corpo potesse
«concorrere nei servizi di onore e di battaglia in faccia al nemico», nonché nel
servizio «delle salvaguardie», cioè nel sottrarre agli effetti della guerra particolari
luoghi pubblici, ma precisava: «il servizio proprio de’ Carabinieri Reali
all’Armata, sarà quello di polizia».
A questo scopo nel 1848 vengono stabilite stazioni a cavallo a Cremona e
Castiglione dello Stiviere, stazioni a piedi a Piadena e Brescia. Alla stazione di
Castiglione, sede di un ospedale militare, viene fatto obbligo, in particolare, di
vigilare sui convalescenti e di reprimere ogni disordine da parte dei militari rico-
verati.
4. La battaglia di Pastrengo
Sotto il profilo strettamente militare, dopo il fatto d’arme di Goito dell’8
aprile, primo urto tra l’esercito asburgico e quello sabaudo, quest’ultimo si asse-
sta sul Mincio in attesa di tutti i Reggimenti destinati a costituire l’Armata in
campagna e delle truppe alleate ancora in marcia.
(4) - Nato a Pinerolo il 13 luglio 1811, transitò dalla Cavalleria ai CC.RR. il 2 aprile 1848 (quindi
anche lui, come Negri di Sanfront, iniziò le ostilità senza ancora essere inquadrato nel Corpo)
col grado di Capitano; prese parte alle Guerre d’Indipendenza nel 1848 e 1859 e come Incisa
di Camerana venne segnalato da Sanfront al maggior Generale delle Guardie del Corpo di Sua
Maestà per il coraggio dimostrato il 25 luglio 1848 nel contenere il nemico durante la ritirata
delle truppe da Valeggio. Collocato a riposo col grado di Maggior Generale il 25 agosto 1863,
morì a Torino venticinque giorni dopo, il 19 settembre.
(5) - Nato a Casale Monferrato il 1° agosto 1813, già ufficiale nella Cavalleria entrò nel Corpo dei
CC.RR. il 20 settembre 1843; partecipò alle Campagne dal 1848 al 1861; lasciò il servizio attivo
col grado di Maggiore Generale e morì a Milano il 4 aprile 1887. Subito dopo la celebre battaglia
scrisse alla moglie lamentando allegramente di aver mangiato per tre giorni al campo solo insalata
senza olio e polenta senza sale, ma chiuse la missiva con questa esortazione “Cantate pure un Te
Deum per la battaglia di Pastrengo che fu dessa gloriosissima per le armi piemontesi”.
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