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LA CARICA DI PASTRENGO
Bianca e Chievo; gli ultimi tredici battaglioni, il suo II Corpo, sulla riva sinistra
del fiume - da cui sono pertanto difesi - prolungando la linea verso nord-ovest,
sulla strada Verona-Trento, dall’altezza di Chievo a Bussolengo, con alcuni
avamposti al di qua del fiume.
Sebbene in netta difficoltà numerica, 33 battaglioni contro i 51 piemonte-
si, gli austriaci possono appoggiarsi ad un campo trincerato e ad un’importante
linea fluviale; inoltre gli effettivi totali sono superiori, la cavalleria è praticamen-
te pari - 34 squadroni imperiali contro i 36 sabaudi - e l’artiglieria solo di poco
inferiore - 82 pezzi contro 84, ma senza contare i 192 pezzi delle vicine fortifi-
cazioni veronesi -. Non solo: tra Trento e Volargine, a sud della chiusa di
Verona, si trovano altri cinque battaglioni che possono appoggiare il II Corpo,
posto sulla riva sinistra del fiume.
Di fronte alla minaccia piemontese l’esperto Maresciallo aveva già occu-
pato con quattro battaglioni la posizione avanzata di Pastrengo, mentre un
altro battaglione viene spinto in avanti fino a Sandrà ed oltre: egli vuole pro-
teggere la linea dell’Adige e mantenere le comunicazioni con la fortezza di
Peschiera.
Quando i piemontesi attraversano il Mincio invia altri tre battaglioni a
Pastrengo ed altrettanti a Bussolengo, cosicché nella testa di ponte Pastrengo-
Bussolengo riunisce in tutto 10 battaglioni, 6 squadroni e 21 cannoni, senza
contare altri due battaglioni sull’altopiano di Rivoli Veronese.
Il 30 aprile i piemontesi si muovono per eliminare la testa di ponte al di
qua dell’Adige, combattendo così la prima vera battaglia della I^ Guerra
d’Indipendenza: l’operazione viene affidata a De Sonnaz, che conta sui Gen.
Broglia e Federici, comandanti rispettivamente la 5^ e 4^ Div., e ne viene pia-
nificato l’inizio alle 9 di quel 30 aprile, contemporaneamente all’attacco su
Bussolengo del I Corpo di Bava per impedire che la Brigata Taxis accorra in
aiuto alla Wohigernuth.
Tuttavia, a causa di un ritardo di tale azione, l’attacco viene posticipato alle
11. Lo schieramento sardo è quindi su tre colonne, da sinistra:
- il Gen. Federici con la Brigata Piemonte, il Corpo Volontari Piacentini,
una Compagnia Bersaglieri, una Batteria da battaglia, muoverà da Colà per
schierarsi sulle alture di Moritalbera-Monte Biancardo-Colombare;
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