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LA CARICA DI PASTRENGO
Italia, tra cui lo stesso Garibaldi, rientrato dall’esilio sudamericano, la volontà di
non rischiare l’estremizzazione politica della guerra, di non farne cioè una guer-
ra popolare, bensì dinastica, fa sì che Carlo Alberto si rifiuti di impiegarli.
Peraltro, dopo le veementi proteste da parte della corte asburgica, Pio IX, il 29
aprile 1848, pronuncia l’allocuzione Non semel, ritirando appoggio anche
morale all’impresa italiana e ordinando al Generale Giacomo Durando, coman-
dante delle truppe pontificie al fronte, di tornare al compito inizialmente affi-
datogli, che evidentemente aveva frainteso e superato: difendere i confini roma-
gnoli degli Stati Pontifici da tentativi austriaci di entrarvi in forze (Durando
disobbedisce e si porta alla difesa di Vicenza, investita dal ritorno in forze degli
austriaci). L’allocuzione pontificia offre la possibilità anche a Ferdinando II di
ordinare ai suoi di ritirarsi, visto che la guerra, più che di liberazione nazionale,
è di conquista da parte del Piemonte (anche Pepe e molti soldati borbonici
disobbediscono, continuando a combattere come volontari).
Dopo la concessione dello Statuto, il 4 marzo 1848, da parte di Carlo
Alberto, il Corpo dei Carabinieri era stato chiamato, alla stregua di tutti gli altri
enti civili e militari, a prestare giuramento con la nuova formula costituzionale,
e i Carabinieri vi avevano adempiuto con la massima lealtà e nelle forme più
solenni. Nei piccoli paesi i militari delle Stazioni, in grande uniforme e in armi,
lo fecero dinanzi ai Sindaci, quali esponenti del potere civile.
Il Ministro della Guerra, in uno speciale ordine del giorno per il giuramen-
to, appunto, dei Carabinieri, aveva affermato: «La funzione gioverà presso lo
spirito pubblico a far riconoscere nei Carabinieri Reali altrettanti cittadini che
efficacemente cooperano ad assicurare l’ordine pubblico, palladio della vera
libertà, e che per debito di proprio uffizio sono i legali esecutori degli ordini
delle autorità giudiziarie e di Governo, delle discipline a cui la pubblica sicurez-
za è affidata: i cittadini, insomma, nei quali per virtù di militar contegno e di
costante vigilanza, tutti riconoscono il merito di mantenere il rispetto alle leggi
e la protezione alle proprietà e delle persone, cardini impreteribili di qualunque
civile consorzio».
Dopo la dichiarazione di guerra all’Impero asburgico, il comando in capo
dell’Armata Sabauda, composta da due Corpi dell’Esercito e una Divisione di
riserva, viene assunto dal re Carlo Alberto.
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